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calano Irpef, Ires e Irap; crescono Iva e Imu

Lo Stato incassa di meno, i Comuni di più:
calano Irpef, Ires e Irap; crescono Iva e Imu

Le entrate tributarie del bilancio dello Stato incassate nel periodo gennaio-giugno ammontano a 188 miliardi e 110 milioni di euro. È una cifra enorme, ma è in calo rispetto al primo semestre dell’anno scorso. E se il governo Renzi non fa subito qualcosa di concreto le entrate continueranno a calare perché non si fermerà la spirale meno produzione, meno occupazione, meno incassi per lo Stato. È come per la benzina: lo Stato aumenta le accise, di conseguenza la benzina alla pompa costa di più, per cui gli italiani ne consumano di meno e così lo Stato incassa meno quattrini.

Riepilogando: il totale delle entrate è stato di 188 miliardi e 110 milioni di euro. Il totale delle imposte dirette è ammontato a 102 miliardi e 796 milioni di euro; il totale delle imposte indirette è stato di 85 miliardi e 314 milioni, dei quali Iva per 48.167 milioni, oli minerali per 12,106 milioni, tabacchi per 4.728 milioni, lotto e lotterie per 3.043 milioni di euro e altre indirette per 17 miliardi e 270 milioni di euro.

IL GIOCATORE SI METTA A LAVORARE
Rispetto al semestre 2013 è un calo generalizzato (perfino gli incassi di lotto e lotterie sono calati di 550 milioni di euro, cioè del 15,3%) onde è chiaro che il limone è stato spremuto al massimo. Un’ulteriore stretta fiscale sarebbe l’inizio del coma, perciò a Palazzo Chigi & dintorni si decidano a varare un piano di grandi lavori pubblici convincendo l’Europa che non sono spese ma investimenti. Veri investimenti e non le supercollaudate pappette che portano quattrini nelle tasche dei soliti noti. L’Europa deve convincersi che stavolta l’Italia fa sul serio e non la tradizionale manfrina italiota.
Il giocatore d’azzardo (cioè lo Stato) deve dare ampie garanzie che è guarito, che non getterà più soldi al gioco e che si è rimboccato le maniche per lavorare e pagare i debiti. Questa è la realtà. Il resto è letteratura per l’infanzia.

I CONTI DEL MINISTERO DELLE FINANZE
Nel primo semestre di quest’anno, dunque, le entrate tributarie e contributive hanno subito un calo di un miliardo e 257 milioni di euro (-0,4%) rispetto all’analogo periodo del 2013.
Il dato finale lo si ottiene con una semplice operazione aritmetica: diminuzione delle entrate tributarie pari a 1.510 milioni di euro (-0,7%) e aumento, in termini di cassa, delle entrate contributive pari a 253 milioni di euro (+0,2%). Sono cifre del Rapporto stilato dal dipartimento delle Finanze e dal dipartimento della Ragioneria generale dello Stato (www.finanze.gov.it e www.rgs.mef.gov.it).

In particolare, nel primo semestre di quest’anno, le entrate tributarie erariali accertate ammontano a 194 miliardi e 797 milioni di euro (-1.549 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, -0,8% in termini percentuali).

Calano le imposte dirette e aumentano quelle indirette (e hanno la faccia tosta di lamentarsi del calo dei consumi!). Anche qui il totale è il risultato di una semplice operazione aritmetica: imposte dirette per 105 miliardi e 291 milioni di euro (-5.191 milioni, -4,7%) e imposte indirette per 89 miliardi e 506 milioni di euro (+3.642 milioni, +4,2%).

Tra le imposte dirette calano: l’Irpef, l’Imposta sul reddito delle persone fisiche, che è scesa di 175 milioni di euro (0,2%) e l’Ires, l’Imposta sul reddito delle società, che mostra un calo del 26%, cioè 3 miliardi e 449 milioni di euro in meno; si riducono del 12,4% (–730 milioni di euro) l’imposta sostitutiva su interessi e altri redditi di capitale e del 35,9% (–496 milioni di euro) l’imposta sostitutiva sul risparmio gestito e amministrato.

AUMENTANO GLI UTILI SOCIETARI E L’IVA
Tra i gettiti in aumento segnalo il +49,5%, cioè 107 milioni di euro in più, dalle ritenute sugli utili distribuiti dalle società.
Per quanto riguarda le imposte indirette, l’Iva, l’Imposta sul valore aggiunto, ha portato allo Stato 1 miliardo e 486 milioni di euro in più, pari a +3,1%.

In quanto a Regioni e Comuni, le entrate tributarie (24 miliardi e 364 milioni di euro) hanno avuto complessivamente un incremento dello 0,4% cioè +109 milioni.
Ma a guadagnarci sono stati i Comuni, Infatti l’Irap (l’Imposta regionale sulle attività produttive) è diminuita di quasi 2 miliardi (-1.992 milioni pari a -17,6%). L’Imu, l’Imposta municipale propria, ha portato nelle casse dei Comuni 1.093 milioni di euro in più, pari al +15%. In totale l’incasso comunale è stato di ben 8 miliardi e 365 milioni.
Giuseppe Spezzaferro

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