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Istat: attivo nella bilancia commerciale
E Renzi si preoccupa per Bindi e D’Alema

Bankitalia: surplus nel conto corrente
Istat: attivo nella bilancia commerciale
E Renzi si preoccupa per Bindi e D’Alema

A luglio è ancora cresciuto il surplus di conto corrente nella bilancia dei pagamenti italiana. Il dato è stato diffuso oggi dalla Banca d’Italia. Il bollettino “La bilancia dei pagamenti dell’Italia in luglio 2014” mostra un avanzo di conto corrente per 6.816 milioni di euro (a luglio 2013 era stato di 6.519 milioni).
In particolare, a luglio sono stati registrati debiti per 46 miliardi di euro (46.028 milioni per l’esattezza) e crediti per circa 53 miliardi (52.844 milioni). In totale, in dodici mesi, da luglio 2013 a luglio 2014, i debiti sono assommati a quasi 522 miliardi di euro (521.959 milioni) e i crediti a più di 545 miliardi (545.188 milioni) con un saldo di 23.229 milioni di euro. Nel periodo luglio 2012-luglio 2013, il saldo era stato di quasi 8 miliardi (per l’esattezza: 7.979 milioni di euro).

A CHI IL MERITO? A NOI!
Non significa che siamo fuori dalla crisi, ma il surplus di conto corrente mostra che qualche progresso è stato fatto. Merito dei governativi? dei banchieri? degli industriali? Il merito va tutto a quegli italiani che faticano, nonostante condizioni incivili. E mi riferisco alla giustizia ingiusta, alla burocrazia parassitaria, ai politicanti inadeguati e ai mille e mille clan clientelari che infestano l’Italia.

Che ci sia una fetta di gente che produce è risultato evidente anche dai dati Istat sulla bilancia commerciale di luglio, quando il surplus è stato di circa 7 miliardi di euro (precisamente 6.857 milioni di euro). A giugno il saldo commerciale era stato positivo per 6 miliardi.
L’Istituto di statistica ha registrato un avanzo sia con i Paesi extra Ue (+3,5 miliardi) sia con quelli Ue (+3,3 miliardi). Se calcoliamo al netto dei prodotti energetici (soprattutto la spesa per petrolio e gas), la bilancia commerciale risulta attiva per 10,9 miliardi.
I mercati che hanno registrato gli incrementi maggiori, cioè che hanno aumentato le importazioni dall’Italia, sono gli Stati Uniti (+18,4%), la Repubblica ceca (+16,4%) e la Spagna (+10,8).
I prodotti maggiormente in espansione sono autoveicoli (+12,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+5,9%). Alcuni dei prodotti tradizionali del Made in Italy (tessili, abbigliamento e mobili) sono in forte crescita (oltre il 5%).

I NEMICI DEL CAMBIAMENTO
Quando il presidente del Consiglio Matteo Renzi si affida agli Italiani, non sbaglia. Mentre si lavora e si produce, lui si può dedicare meglio a cancellare la fronda interna del Pd e a preparare la definitiva vittoria elettorale. Ciò che Renzi, però, non ha presente è che anche Silvio Berlusconi riuscì ad avere una maggioranza schiacciante, ma non ebbe la forza di fare le riforme. I più pericolosi nemici del cambiamento, infatti, non siedono in Parlamento. Sono migliaia di presidenti, consiglieri, segretari, direttori, funzionari, che affollano i palazzi ministeriali, regionali, provinciali, comunali. Sono migliaia di parassiti sfaticati che non hanno alcuna intenzione di mollare.
Nelle loro mani è concentrato un gigantesco potere di veto. Renzi si convinca che eliminare le Bindi e i D’Alema gli servirà a poco se non troverà il modo di rendere inoffensivi i… e qui i nomi metteteceli voi.
Giuseppe Spezzaferro

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