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per le 5 sorelle è il momento di smettere

Coop, Despar, Il Gigante, Disco Verde, Sigma:
per le 5 sorelle è il momento di smettere

Finiti i giochi per Centrale Italiana, la supercentrale di acquisto di ben cinque catene distributive. Coop, Despar, Gartico (Il Gigante), Disco Verde e Sigma avevano stretta un’intesa di mercato per la quale la contrattazione delle condizioni di acquisto di beni e servizi era gestita da un unico “compratore”. Se un supermercato va a comprare olio in Grecia spunta un prezzo. Se ci va un acquirente che rappresenta circa il 23% della quota di mercato italiano, è ovvio che il prezzo scende. Ma è altrettanto ovvio che un altro compratore sarà penalizzato perché, per lui, il prezzo sarà più alto.

Sento già strillare: « È la legge della domanda e dell’offerta… È il libero mercato…», perciò faccio sommessamente osservare che il libero mercato ha poco che fare con la libertà. Il libero mercato non ammette concorrenza. Esso procede per concentrazioni successive. Il suo fine ultimo è il monopolio. Se non ci fossero le leggi antimonopolio, questo tanto invocato libero mercato scomparirebbe senza lasciare traccia. Chi si riempie la bocca di libero mercato o è un pescecane oppure è un tapino che casca nella trappola liberista. Padronissimo di pontificare, ma tenga presente che il mercato lasciato veramente libero è quello del Far West, dove vince chi è più veloce a sparare e dove, al contrario di ciò che si vede a cinema, è il cattivo ad essere solitamente il più veloce.

LA DECISIONE DELL’ANTITRUST
In queste ultime ore, abbiamo avuto in Italia un esempio più che illuminante di quale tipo di commercio avremmo in assenza di regole. Centrale Italiana aveva un tale potere di mercato da produrre pesanti limitazioni alla concorrenza.
La notizia che l’Antitrust ha deciso di accogliere gli impegni presentati dalle 5 catene distributive di sciogliere la Centrale Italiana è arrivata adesso, ma l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (l’Agcm più nota come Antitrust) aveva aperto l’istruttoria a dicembre dello scorso anno

Le “5 sorelle” si sono anche impegnate ad interrompere qualsiasi forma di collaborazione commerciale tra di loro. L’Antitrust specifica che «due di esse, Disco Verde e Sigma, in forza di un mandato alla negoziazione conferito a Coop Italia, continueranno a contrattare una parte dei propri acquisti insieme a tale catena distributiva, limitando la negoziazione congiunta esclusivamente alle imprese con un fatturato superiore ai 10 milioni di euro e che non siano fornitori di prodotti a marchio del distributore; è esclusa rigorosamente dall’accordo qualsiasi forma di collaborazione ulteriore».

Lo scioglimento dell’intesa e la cancellazione della supercentrale determinano, spiega l’Agcm, «la cessazione della collaborazione tra le catene Coop, Il Gigante e Despar, la cui presenza sui mercati locali della Grande distribuzione organizzata presenta ampie aree di sovrapposizione, con forti rischi di coordinamento su tali mercati; la riduzione del buyer power dell’alleanza di acquisto limitata agli operatori Coop, Sigma e Disco Verde, la cui quota sui mercati dell’approvvigionamento non supera il 20%».

Arrestata una marcia verso il monopolio, dunque. Ma se non ci fossero stati i regolamenti europei l’Autorità garante della concorrenza e del mercato avrebbe avuto la forza per “convincere” le “5 sorelle” a sciogliere l’intesa?
L’interrogativo lo dedico a chi continua la favola che i nostri guai dipendono dall’Europa e non dai quei quattro scalzacani che per grazia ricevuta (da un popolo di teleutenti, analfabeti e viaggiatori-valigie) impapocchiano, manipolano, ingannano, stornano invece di governare.
È colpa dell’Europa se a Matera il treno non ci arriva? Tanto per dirne una e nemmeno tra le più gravi.
Giuseppe Spezzaferro

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