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Acca Larentia, Moro e 007 vari

“I rossi, i neri e la morte”:
Acca Larentia, Moro e 007 vari

L’eccidio di Acca Larentia (a Roma il 7 gennaio 1978) è l’avvio di una campagna di terrore che si concluderà con l’uccisione di Aldo Moro. Gli assassini di Acca Larentia rappresentano l’anello più periferico dell’organizzazione armata che persegue il suo “attacco al cuore dello Stato” incurante del fatto che quell’attacco lo sta richiedendo a gran voce la Loggia P2 e che tutto, a iniziare dal defenestramento del Questore di Roma, Migliorini e dal commissariamento dei servizi segreti italiani, è stato messo in piedi per facilitare la loro offensiva.
Anche il logistico della prigionia di Aldo Moro lo si deve a forze istituzionali “deviate”.
Da Acca Larentia ad Aldo Moro si muovono insieme, non propriamente nell’ombra, apparati internazionali (francesi, israeliani, sovietici, tedeschi dell’est, italiani e americani). L’azione si svolge in contemporanea a Roma e a Parigi dove, accanto alla Scuola Hypérion di cui si è parlato spesso e quasi sempre in modo impreciso, è in piedi da un quarto di secolo il Réseau Curiel, vero e proprio stato maggiore dell’insurrezionalismo: fa capo a Mosca, è protetto da Parigi e da Tel Aviv ed è seguito con benevola attenzione da Washington.

LA TELA DEL RAGNO
In questa tela di ragno si muovono, con sforzo titanico o con distacco esistenziale, le avanguardie armate rosse ma anche quelle nere che nella forbice Acca Larentia – Moro inseguono la vendetta ma anche l’emulazione.
Questo in Italia. Invece in Francia si stanno già muovendo con assoluta discrezione e segneranno punti pesanti nella contesa.
I rossi, i neri e la morte (http://www.gabrieleadinolfi.eu/acquista-on-line.html) il secondo romanzo storico di Gabriele Adinolfi, si svolge in questo scenario: aggiunge fantasia al reale ma l’essenziale di questo romanzo è realissimo per quanto lo si possa ritenere erroneamente fantastico. Alcuni dei personaggi di Quella strage fascista. Cos’è se vi pare (il primo romanzo storico) tornano in azione, intrecciandosi con figure fantomatiche ma realissime (Il Direttore d’orchestra, Il Vicedirettore della scuola, la Dama scarlatta).

I PEZZI DEL MOSAICO
Essenziale il collegamento stretto tra tutte quelle realtà che sono state tenute regolarmente separate per evitare che se ne avesse una chiave di lettura corretta e le diverse psicologie dei protagonisti (militanti dell’ultrasinistra, neofascisti, brigatisti, agenti, cospiratori ecc). Solo l’intreccio di quelle psicologie e di quelle realtà offre una lettura reale e il più possibile completa di un’epoca tragica ma anche epica.
Questo è il senso di questo romanzo storico che fornisce anche qualche rivelazione inedita dalla portata non propriamente irrilevante.

COPIO E INCOLLO
Ecco ho copiato e incollato il testo con il quale Gabriele Adinolfi, che conosco da quando andava al liceo, presenta il nuovo libro. Di Gabriele sono stato compagno di lotta per un breve periodo e poi siamo diventati amici. Non sempre siamo d’accordo, ma questo è… il bello della diretta. Al primo romanzo (Quella strage fascista. Cos’è se vi pare) non ho dato spazio su queste pagine, perché Gabriele mi aveva citato e non volevo dare l’impressione di un Cicero pro domo sua. Buona lettura.

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