Vetrina / Società / Tor Sapienza, il sindaco Marino
e la polvere sotto il tappeto

Tor Sapienza, il sindaco Marino
e la polvere sotto il tappeto

Mi sbagliavo. Contrariamente a quanto avevo scritto, il sindaco di Roma Ignazio Marino è andato a Tor Sapienza, il quartiere che ha visto la rabbia popolare contro gli extracomunitari concentrati in un cosiddetto centro di accoglienza. Il primo cittadino, che ha cambiato look facendosi crescere la barba (ma il lupo, si sa, mette il pelo e non dismette il vizio), cosa ha detto agli infuriati residenti che protestavano? Ha promesso che, in futuro, quel “centro” accoglierà soltanto donne e bambini. Ha detto proprio così.
E le accuse di razzismo e xenofobia? E le pericolose strumentalizzazioni fasciste? Tutto svanito. La verità è emersa limpida e chiara: a creare disordini sono gli extracomunitari maschi. Tolti di mezzo loro, non ci saranno più problemi per il quartiere.

NOMADIZZARE LA PROTESTA
Bene. A Tor Sapienza la protesta s’è calmata. Ma la domanda è: dove metteranno i maschi disturbatori? Li sposteranno in un altro quartiere? O, come suggerito dal presidente di CasaPound Gianluca Iannone, saranno ospitati a casa del sindaco, dei suoi assessori e dei loro megafoni ben piazzati nei salotti tivvù?
Il problema della immigrazione selvaggia non si risolve con strumenti di polizia (errore che stanno rifacendo nel tentativo di reprimere le piazze anti-Renzi) e neppure nomadizzando gli elementi disturbatori (con la conseguenza che si nomadizza anche la protesta).
Non sono i famigerati centri d’accoglienza i luoghi adatti a favorire l’integrazione. Non è il volontariato (pagato con i soldi pubblici, cioè di tutti noi) capace di aggiustare le cose. Tutt’al più, quelli delle organizzazioni non governative riescono ad aggiustare le proprie condizioni di vita e quelle di familiari e amici.

È QUESTIONE EUROPEA
Sono scelte che vanno fatte a livello politico, innanzitutto. E sul piano europeo. Le coste italiane non sono la porta d’ingresso dell’Italia. Sono il passaggio per l’Europa. Chi sbarca in Italia, sbarca nelle Unione europea. Le grandi migrazioni (di questo si tratta, di migrazione epocale) vanno affrontate stando tutti insieme e non scaricate sull’Italia e sulle sue debolezze (quando lo Stato usa il manganello è perché è debole e impotente).
Ignazio Marino tende a mettere la polvere sotto il tappeto. Ma stia attento: sono in parecchi già pronti a tirarglielo da sotto i piedi e farlo cadere.
Giuseppe Spezzaferro

Commenti sul Sito e/o su Facebook

commento(i). Per commentare, puoi utilizzare il tuo account di Facebook

Controlla Anche

Italiani, povera gente con il telefonino

“Italiani, povera gente”. Il nuovo patetico mantra ha sostituito quello dilagato nei passati decenni dopo …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.