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con gli Italiani. Per soldi

Il governo Renzi fa sesso
con gli Italiani. Per soldi

È proprio così. Il governo sodomizza gli Italiani. Lo fa per quattrini; ma quel tipo di sesso piace soltanto ad una minoranza. Non è una volgarità. Se anche lo fosse, non sarebbe né gratuita, né da caserma, come si diceva una volta, prima che nelle camerate arrivassero le donne.
Gli antichi Romani, quando trattavano un argomento scabroso, rassicuravano che non volevano offendere nessuno premettendo “absit iniuria verbis”. Faccio la stessa premessa: le mie parole non sono ingiuriose verso chicchessia. Che il governo di Matteo Renzi arrivi alle spalle di tutti (o quasi) per fare sesso è un dato di fatto.
La cosa straordinaria è che i soldi li incassa qualcun altro. A lucrare sulle prestazioni sessuali, cioè, ci sono le assicurazioni private che svolgono le stesse funzioni delle tenutarie dei casini prima che fossero chiusi. Le società assicurative come le maîtresses, quindi.

Come accada tutto ciò è agevole seguirlo dall’inizio.

ITALICA LONGEVITÀ
La vita si è allungata. L’età media in Italia è intorno ai 43 anni. Oltre il 20% della popolazione è oltre i 65 anni. Gli over 60 sono più numerosi dei ragazzini (fino a 14 anni) che sono soltanto il 14%. I vecchi si avviano ad essere la maggioranza degli Italiani.
Gli esperti dicono: tra pochi anni i versamenti fatti dai lavoratori non copriranno la spesa delle pensioni. E, a conferma, sottolineano: già oggi l’Inps è in passivo.
Facciamo finta, per ora, che abbiano ragione e andiamo avanti con il processo di sodomizzazione.

Palazzo Chigi dice: nei prossimi anni le pensioni erogate dalla previdenza pubblica saranno più basse, perciò i lavoratori debbono pensare ad una pensione integrativa. E qui entra in ballo la previdenza privata, cioè le assicurazioni.

ALLE BANCHE SI AFFIANCANO LE ASSICURAZIONI
Faccio notare, di striscio, che fino a oggi i governi promossi dal Quirinale hanno fatto guadagnare banchieri e finanzieri. Strappandosi i capelli davanti alle telecamere, i governi di Monti, di Letta e oggi di Renzi (tutti rigorosamente nominati da Giorgio Napolitano senza passare per le urne, le quali, com’è noto, sono una perdita di tempo…) hanno spremuto tutti fino all’inverosimile, hanno tagliato le spese stando attenti a risparmiare amici e compagni, hanno “aiutato” le banche (come il Montepaschi) e “incoraggiato” la cosiddetta liberalizzazione del mercato (vendendo pezzi di patrimonio che, fra l’altro, appartiene agli Italiani e non a loro).

GLI ASSICURATORI RINGRAZIANO
Ricapitolando: l’Inps non potrà più pagare le pensioni come oggi, ne pagherà di meno e di minori importi; il lavoratore (pubblico e privato; uso il maschile per comodità, ma è chiaro che la cosa riguarda anche le lavoratrici; anzi per loro la… fregatura sarà ancora più dolorosa) sarà meglio che faccia un’assicurazione privata, sennò da pensionato stenterà la vita.
L’industria delle assicurazioni festeggia alla grande: il mercato italiano vale miliardi e ce n’è per tutti. Ai centri di potere già in azione si aggiungeranno i Fondi pensione, che gestiranno montagne di soldi e, perciò, una grossa fetta di potere.

LA TRUFFA DEL TFR
Fin qui è tutto chiaro. C’è anche una piccola aggiunta. Una pinzillacchera, per dirla con Totò. Affinché il rapporto con il cittadino sia davvero soddisfacente, il governo rifila un’altra fregatura. Una vera truffa.
Dal cilindro pesca il Tfr, il Trattamento di fine rapporto, la buonuscita che arriva alla fine dell’attività lavorativa per aiutare il lavoratore a cominciare una vita da pensionato.
Dice Palazzo Chigi: caro lavoratore, se non ce la fai a scavallare la fine del mese, puoi tranquillamente farti aggiungere in busta paga una quota del tuo Tfr.

Qui è sodomia sadica. A pecoroni, però, non c’è un masochista ma un povero cristo che si dibatte inutilmente per liberarsi della stretta. Inuti tentativi: prova a votare un comico, ma non cambia granché. Allora decide di non andare a votare, ma Renzi dice che il fatto non è importante. Deve sottostare, e basta. Anzi, se si agita un po’ è pure meglio.

PROTESTA CRIMINALIZZATA
Ho visto l’altro giorno una ventina di pericolosi criminali (forse addirittura ventuno!) contrastati da una cinquantina di poliziotti in assetto di battaglia a salvaguardia della sacralità del Parlamento. Che volevano fare?, fare caciara sotto quel Palazzo? Ma andassero in periferia a fermare l’invasione degli zingari e degli extracomunitari, e lasciassero in pace i… legislatori.
Cosa succede quando il lavoratore, disperato e bisognoso, si fa anticipare soldi dal Tfr? Semplicissimo. Gli aumenta la tassazione. Renzi applica un’antica regola: il pallone è mio e la squadra la faccio io.
Dice, infatti, il governo: lo so che sono soldi tuoi e che non è un guadagno extra, ma io lo calcolo come reddito aggiuntivo e ti spremo altri soldi. E, se per caso avevi diritto agli 80 euro, ti levo pure quelli perché il tuo reddito ora è più alto.
Ne volete di più? Certo che c’è, ma adesso debbo spiegare dove sta l’imbroglio nella faccenda dell’Inps.

IL SACCHEGGIO DELL’INPS
L’Istituto nazionale della previdenza sociale venne fondato nel 1933 per assicurare la pensione (che il Fascismo definiva “retribuzione differita nel tempo”) che il lavoratore assicurava a se stesso versando mese dopo mese quote di salario.

E cosa fa oggi l’Inps? Fa previdenza? Sì, ma anche altro. Se un’azienda, un nome a caso, la Fiat, sbaglia strategia o sbaglia modello, chi paga? Il lavoratore, ovvio.
Ma può lo Stato (che nel frattempo regala quattrini alla Fiat come se piovesse) permettere che migliaia di operai finiscano per strada? Certo che no. Su questo non c’è niente da dire. Il problema è che mobilità, prepensionamenti, cassa integrazione e quant’altro con quali soldi si pagano? Con quelli dell’Inps; e di chi sennò?
L’Istituto fa, dunque, previdenza e assistenza.
Pesca oggi, pesca domani, è naturale che le noci nel sacco prima o poi finiscono.
Per prima cosa, restituiscano all’Inps le funzioni per le quali fu fondato, e poi rifacciamo i conti.
Giuseppe Spezzaferro

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