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Svuotiamo la Terra: tutti in Texas

Una delle parole d’ordine del mondo contemporaneo è “controllo delle nascite”. Siamo troppi, dicono gli esperti, e la Terra non ci può sopportare all’infinito. Negli ultimi decenni non si contano le campagne scatenate a livello mondiale per limitare le nascite. In Italia, hanno avuto un effetto devastante: oggi siamo un popolo di vecchi e, grazie alla prolificità degli immigrati, ci avviamo all’estinzione. So che questo importa poco: che ce ne frega se l’Italia sarà popolata da neri, gialli e marroni?

L’opinione generale è che nel mondo globalizzato l’identità nazionale e l’appartenenza etnica fanno ridere. E fa addirittura sbellicare l’armamentario della specificità culturale e delle tradizioni. Soltanto un barbaro razzista resta attaccato alle proprie radici. Ovviamente vado per semplificazioni. La situazione è di gran lunga più complicata. Per esempio un ecologista, che si sente libero cittadino del mondo, difende la diversità biologica delle piante minacciate dall’omogeneizzazione degli Ogm. Oppure, un abortista firma per l’abolizione della pena di morte. Insomma, la confusione è grande sotto il cielo e ritorno all’allarme demografico per capire come mai gli italiani siano stati particolarmente sensibili all’invito di limitare le nascite. Dico subito che la carta stampata ha avuto un ruolo marginale: gli italiani leggono poco (e quel poco comprende pure giornali sportivi e di gossip) e le opinioni se le fanno guardando la tv.

Chi ha la mia età ricorda quanti sketch sfottevano le famiglie numerose concludendo con la domanda: ma a casa non ce l’avete la televisione? A cinema e in tv, la coppia con tanti figli era formata da un meridionale prepotente ignorante e da una lei rassegnata succuba e… meridionale. Cucinato con fantasia e da autori intelligenti il messaggio era sempre lo stesso: chi fa figli è out. La descrizione della famiglia numerosa contemplava la madre-vittima e il padre-padrone. La lotta delle donne per la parità si è colorata di femminismo tout court, sicché molte bambine sono cresciute – davanti alla tv – con l’idea che la maternità fosse schiavitù. Le giovani donne sono cresciute all’insegna dell’utero è mio e me lo gestisco io. E i giovani uomini hanno reagito o scadendo nel machismo oppure fuggendo dall’aggressività femminile per finire, molti, nelle braccia transessuali e/o omosessuali. Vado tranchant in quanto le sfumature e i distinguo contano a livello individuale ma poco a fronte dei grandi numeri.

Insieme con il terrorismo culturale è andata di pari passo la crescita della società edonista e consumista. Se chiedi a una coppia perché non ha figli, la risposta più ripetuta è: non abbiamo abbastanza soldi per permettercelo. E’ pacifico che quella stessa coppia non si perda una settimana bianca, un week-end al mare, una vacanza in un “economico” villaggio turistico. E’ altrettanto pacifico che lui non rinunci al nuovo modello di telefonino, di automobile né alla palestra e che lei faccia a meno di comprare un maglioncino firmato o di rilassarsi con la lampada abbronzante. Sono entrambi difesi dall’entertainment: c’è sempre qualche vip che punta il dito contro il caro-affitti, il carovita, il lavoro precario, il salario basso eccetera ecceterone. Una società opulenta come la nostra non concepisce il sacrificio. Quale lavoratore mangia oggi la pagnottella portata da casa? E chi fa colazione in cucina invece che al bar? Negli ultimi tempi è arrivata pure la crisi e perciò non se ne parla proprio di risparmio per investire su un figlio. Il coro è unanime: ma quale investimento che non ho nemmeno i soldi per la benzina. E mò mi scade pure l’assicurazione. In sintesi: i figli limitano la libertà della donna e costano quattrini. Gli immigrati, invece, sono come i napoletani delle scenette d’una volta: fanno figli come conigli.

Ma dove la donna lavora e lo Stato l’incoraggia a essere anche madre perché la crescita demografica è comunque bassa? Qui il terrorismo dei fanatici maltusiani ha raggiunto il top. Breve premessa: nel 1798 un matematico inglese, Thomas Robert Malthus, pubblicò un libro (An essay of the principle of the population as it affects the future improvement of society) per dimostrare che la crescita demografica era geometrica e le risorse naturali limitate. Se l’umanità continua a crescere di numero, la Terra non ce la farà più e avremo carestie, povertà e guerre. Oggi chi prevede il prossimo esaurimento del petrolio fa più o meno gli stessi calcoli. Annoto al margine che Malthus (il quale comunque ebbe tre figli) non aveva calcolato che l’uomo ha ingegno sufficiente a compensare eventuali squilibri naturali. Domani, per esempio, se dovesse mancare l’acqua l’andremmo a prendere su Marte… la lancia che ferisce è la stessa che guarisce: sporchiamo l’aria e ci inventiamo i depuratori. E’ proprio il caso di dire che a conti fatti la matematica sbaglia i conti. Il deterrente, comunque, funziona: io ho i soldi, ho la casa, ho l’asilo nido ma tutt’al più faccio un solo figlio perché amo Gea e non voglio ucciderla.

Che dire? E’ una subcultura radicata e perciò altri popoli “senza cultura” occupano gli spazi lasciati liberi. Ripeto: questo non interessa. Io la settimana prossima sto a Cortina e a Natale vado in Kenya, che m’importa se dopo che sarò morto gli italiani spariranno come sono spariti gli assiro-babilonesi? Sono argomenti forti che bisogna pure stare attenti a controbattere se non vuoi essere bollato come razzista.

A quanti siano immuni dal virus malthusiano, dedico una semplice operazione aritmetica. Il World Demographic Trend (Onu) prevede che la popolazione mondiale sarà nel 2012 di 7 miliardi di persone. Una cifra impressionante, ma minima se rapportata alle dimensioni della Terra. Se riuscissimo, per esempio, a concentrare tutti e 7 i miliardi in Texas avremmo una densità di abitanti per chilometro quadrato di 10.062. Non facciamo un raffronto con Hong Kong (dove i poveri sono milioni) ma con un quartiere-bene di una grande città. A Manhattan oggi la densità per Kmq è di 21.202 abitanti. E’ più del doppio di quella che avremmo se mettessimo tutta la popolazione a vivere in Texas. Ve l’immaginate Roma deserta, l’Africa deserta, l’Asia deserta, l’Oceania deserta, le Americhe deserte con la sola eccezione dello Stato del Texas?

Foto : Thomas Robert Malthus

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Un Commento

  1. Beh complimenti a numeri non la batte nessuno, io sono romano e premetto che Roma sarà bella ma dire che è troppo incasinata si possa considerare tranquillamente un eufemismo, be per curiosità sono andato a vedere su wikipedia sapete quant’è la densità di popolazione di Roma (http://it.wikipedia.org/wiki/Roma)? SOLO 2.135,63 ab./km² penso che se stiamo un po strettini in Texas possiamo tranquillamente mettere a Roma la bellezza di altri 6 milioni e 300 mila persone tanto col Colosseo e con San Pietro sai quanti bei mini appartamenti che ci escono? Poi l’acqua minerale ce l’andiamo a prendere su Marte, anzi mi offro per andarci io!

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