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Islam, la strage di Parigi
e il terrorismo a Gerusalemme

In cosa sono diversi il Deus vult medievale e l’Allah akbar di oggi?
Qual è la differenza fra l’appello ad occupare Gerusalemme lanciato mille anni fa da papa Urbano II ai cristiani e la conferma dei musulmani nella grandezza della loro fede?
I cavalieri dalle scintillanti armature, che massacrarono uomini, donne e bambini gridando “Dio lo vuole”, sono tanto dissimili dai tre uomini armati di kalashnikov che stamattina a Parigi hanno fatto strage di giornalisti e poliziotti ripetendo ossessivamente “Dio è grande”?

Mutatis mutandis, facendo cioè gli opportuni distinguo, la differenza è soltanto nel tempo.

OROLOGI DISCORDI
Tra i “terroristi cristiani”, che scannarono la popolazione musulmana di Gerusalemme nel 1099, e i “terroristi islamisti”, che ammazzano per lavare nel sangue le offese al Profeta, passano dieci secoli circa. La globalizzazione, intesa come omogeneizzazione omologazione standardizzazione di comportamenti, trova una forte resistenza nel mondo islamico che non ha alcuna voglia di sincronizzare il proprio orologio con il nostro.
Che la sincronizzazione sia destinata a realizzarsi non c’è dubbio. Un mio amico, che ebbe la ventura di andare a Islamabad due volte a distanza di dieci anni l’una dall’altra, raccontava che al richiamo dei muezzin dall’alto dei minareti aveva visto la prima volta quasi tutti fermarsi nella preghiera e, nella seconda, molta gente ignorare l’adhān e continuare a fare ciò che stava facendo.
Come nel Medio Evo soltanto poche decine di migliaia di cristiani si armarono contro gli Arabi, così oggi ad imbracciare il fucile è una piccola parte dei circa millecinquecento milioni di musulmani che si contano nel mondo.

NON ERA UN COMMANDO
I tre che hanno fatto la strage di Parigi pare siano stati individuati perché uno di loro s’è persa la patente. Nel filmato mostrato dai tiggì li vediamo imboccare un altro numero civico prima di entrare in quello del giornale Charlie Hebdo, il settimanale satirico preso di mira per aver offeso l’Islam. Hanno ammazzato e ferito ma non sono un “commando”, un’unità militare addestrata organizzata attrezzata. Sono tre terroristi in quanto hanno seminato terrore e morte, ma ha senz’altro esagerato (e fatto del “terrorismo culturale”) chi ha parlato di “attacco al cuore dell’Europa” e di una possibile escalation fino a Roma.

IL SUPERMERCATO VINCE
Come accelerare la sincronizzazione degli orologi? La carta vincente è il supermercato, l’arma occidentale più potente, la bomba che ha sbriciolato il Muro di Berlino e l’orgogliosa superpotenza sovietica. Del miliardo e mezzo di musulmani, la maggioranza è già in marcia sulla via del consumismo.
Ricordo che uno dei sistemi usati per “occidentalizzare” l’Afghanistan è stata la diffusione di telefilm e film con protagonisti i cani, dai vecchi “Torna a casa Lassie” alla “Carica dei 101”. Per la cultura afghana, infatti, il cane è un essere impuro e tenere i bambini incollati alla tv a vedere storie di cani simpatici eroici intelligenti apre la strada ad una rivoluzione culturale oltre che alle scatolette di cibi per cani, ai prodotti di bellezza eccetera ecceterone.

Ci vuole tempo, ma meno di quanto non ne abbia impiegato l’Occidente cristiano per spegnere i roghi dell’Inquisizione, fermare le stragi degli Indios, riconoscere alle donne una dignità per secoli negata e via rivangando. Nel percorso di “democristianizzazione”, la fede ha anche perso un po’ di smalto. Dalla dichiarazione secondo la quale anche le donne hanno un’anima, si è precipitati in una religione che non riesce più a impedire il sesso fuori del matrimonio, l’aborto, il divorzio e analoghe bagattelle.

LA RELIGIONE BENE DI CONSUMO
L’Islam diventerà una religione di consumo al pari di quella cattolica.
La donna che si definisce cattolica ma che non ha scrupoli ad abortire, a divorziare o a darsi all’adulterio, il politico che va a messa e non disdegna di intascare la mazzetta sull’appalto, di piazzare il figlio truccando un concorso, di fare giochi erotici con la segretaria o con il segretario non sono altro che consumatori tra scaffali di merce. Scelgono e acquistano i prodotti che li soddisfano e ignorano gli altri. La stessa cosa la fanno con la religione: rifiutano ciò che ritengono esagerate eredità di altri tempi.

Verrà presto il giorno nel quale anche i musulmani dovranno rassegnarsi ad una religione più in sintonia con i tempi. Le donne getteranno il velo e accetteranno il matrimonio soltanto se l’altro abbandona la poligamia. Tagli della mano e decapitazioni, fustigazioni e lapidazioni lasceranno il posto ad una civile detenzione in carcere. E molti reati non saranno più tali, a cominciare dall’adulterio.

La corsa dell’Islam nel Terzo Millennio non sarà pacifica. Anzi, sulla strada cadranno in molti. Si moltiplicheranno scissioni e divisioni (scismi ed eresie) e, come dal messaggio di Cristo si sono diramati cattolici e protestanti, luterani e calvinisti, testimoni di Geova, valdesi e mille altre chiese, così i due grandi tronconi, sciita e sunnita, si frazioneranno ulteriormente.

Già oggi un musulmano è un fuorilegge se ha più di una moglie, se tiene chiuse in casa le figlie, se frusta i figli. Il codice penale italiano punisce la bigamia, il sequestro di persona e le lesioni personali.
Giuseppe Spezzaferro

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