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Barcaccia: Sgarbi smentisce Marino

Ogni scusa è buona per spremere quattrini
Barcaccia: Sgarbi smentisce Marino

Giovanottoni ubriachi hanno danneggiato la Barcaccia di Piazza di Spagna. Data la loro nazionalità, i commentatori hanno scomodato Erasmo da Rotterdam e il suo “Elogio della follia”. Dubito che quel testo-manifesto l’abbiano letto tutti coloro che l’hanno citato, ma sono certo che quel richiamo sia stato del tutto fuori posto. Facciamo finta che i vandali fossero stati alcuni siciliani, avremmo tirato in ballo Pirandello e Verga? o Vico e Cuoco se fossero stati dei napoletani? oppure Pellico e Alfieri se piemontesi?
La verità è che i ragazzacci che deturpano e sfasciano non hanno niente che fare con la nazionalità, la religione, l’ideologia. Se proprio vogliamo attribuire loro una fede, la dobbiamo cercare fra i club calcistici. Sono giovani che i propri miti li coltivano guardando la televisione e cliccando sui cosiddetti social network. Sfogano rabbia, inquietudine e, soprattutto, la paura di vivere, ingurgitando birra, strillando e rompendo ciò che capita a tiro.

VANDALI PER FORZA
Quegli olandesi vaganti per Roma non hanno colpito la Barcaccia con l’intenzione di sfregiare l’Arte, bensì con la voglia di offendere quelli che non sono come loro. Un giovane vandalo di qualsivoglia nazionalità non rifiuterebbe una Ferrari in regalo, ma sarebbe pronto a distruggerla non in quanto Ferrari, cioè status symbol, bensì perché è un bene appartenente ad altri. Attaccano monumenti e vetrine con lo stesso spirito: non fanno differenza tra una cabina telefonica e il Colosseo. Distruggono per vendicarsi di sentirsi abbandonati.
Non vorrei sembrare il solito sociologo da tv, ma i veri vandali sono i genitori di questi ragazzi e tutti coloro che li sfruttano propinando trasmissioni televisive sceme e volgari.

L’IMBROGLIO SUL RISARCIMENTO
Fra un ultrà ignorante e casinista e l’attuale sindaco di Roma Ignazio Roberto Maria Marino (che, per modestia, sui manifesti firma soltanto Ignazio R. Marino), io scelgo il giovane vandalo. Il motivo è semplice: quello è possibile educarlo, e riuscire a fargli scoprire le mille beltà di Piazza Navona; il sindaco, invece, è irrecuperabile. In tutti i sensi. Non parlo delle cazzate che spara a raffica (del tipo: “strappate i passaporti agli olandesi”), mi riferisco alla sua costante attitudine all’imbroglio, motivo per il quale gli americani ce l’hanno rispedito a casa.
Non so quanto abbia chiesto il sindaco di risarcimento danni all’Olanda e non so quali siano le valutazioni degli esperti. Però Vittorio Sgarbi, che un po’ d’arte se ne intende, ha detto a Radio24 che i danni è pronto a pagarli lui: «…ma quali danni irreparabili, al massimo saranno 2.000 euro di danni».

L’OCCASIONE PER SPECULARE
Mentre i commentatori superpagati e sovrastimati cianciavano di Erasmo e analoghe scemenze, noi Italiani facevamo la figura di sempre: accattoni, pronti a sfruttare il prossimo. L’Olanda s’è vista presentare un conto gonfiato come capita ai turisti in alcuni ristoranti del centro di Roma. Il sindaco della capitale d’Italia stende la mano per arraffare il più possibile e distribuire altro becchime alla pletora di esperti, tecnici, archeologi, ingegneri, architetti, funzionari…
I tifosi olandesi, dunque, sono meno colpevoli di un sindaco che ci prova a far la cresta e meno ancora lo sono se paragonati alle guardie, che hanno lasciato fare senza intervenire.

LE GUARDIE CHE NON GUARDANO
La storia è sempre la stessa: se pacifici manifestanti danno segni di insofferenza, le guardie li manganellano senza pietà; se agguerriti cattivoni si mettono a sfasciare e bruciare, le guardie se ne stanno in disparte. Basti guardare i video che girano sul web. Il questore di Roma Nicolò D’Angelo ha detto testualmente: «Era pericoloso, si poteva innescare una miccia spaventosa, abbiamo protetto la piazza e la gente evitando di intervenire in maniera massiva».
La Barcaccia non faceva parte della piazza? e perché non è stata protetta? Mi rendo conto che si tratta di polemiche inutili. Alla fine, tutto andrà a posto. Fino al prossimo episodio.
Intanto, avremo speso più quattrini, perché l’unica vera autentica conseguenza è la richiesta di soldi: servono denari per creare un nuovo organismo ad hoc (con presidente, vicepresidenti, consiglieri, autisti, telefonisti, uscieri, consulenti, funzionari, impiegati, guardie…), per assumere più personale, per montare più telecamere… Il sindaco Marino è in buona compagnia: a tendere la mano per acciuffare di più c’è un sacco di gente perfino più esperta di lui.
Giuseppe Spezzaferro

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