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e muoiono anche turisti italiani

Tunisi, le “forze speciali” fanno una strage
e muoiono anche turisti italiani

A Tunisi, in un museo, sono state uccise 24 persone e altre 50 sono rimaste ferite. Non stavo lì e debbo rifarmi a ciò che dice la tv. Ma due cose le posso dire senza tema di essere smentito.
Pare che gli assalitori fossero due, che avessero tentato di entrare nel Parlamento e che si fossero poi rifugiati nel museo “Bardo”.
Le cosiddette forze speciali tunisine sono intervenute e c’è stata una strage.
Nei film che raccontano fatti del genere ci sono microfoni, telecamere, tiratori con fucili speciali, bombe soporifere e militari addestratissimi. Il problema è sempre lo stesso: come eliminare il nemico salvando la vita agli ostaggi. Alla fine, quando il calcolo delle perdite collaterali è accettabile, si parte con l’attacco. Se, naturalmente, le richieste degli assediati siano risultate impossibili da soddisfare.

ATTACCO A TESTA BASSA
I due nel Bardo avevano fatto una qualche richiesta? Cosa è successo nelle due ore precedenti all’assalto? Perché le “forze speciali” sono entrate sparando senza curarsi di colpire gli ostaggi? Perché un attacco a testa bassa come in una rissa da strada?
La seconda considerazione riguarda il neopresidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha dichiarato: «L’Italia non si farà intimorire».
Tra le vittime a Tunisi, si contano purtroppo anche tre morti italiani e 6 feriti.

INTERVENTO SENZA SENSO
È chiaro che sono rimasti coinvolti in una sparatoria che non c’entra niente con l’Italia. I due che li avevano presi in ostaggio nemmeno lo sapevano che fossero italiani. Quindi? Dove sta questo atto di intimidazione a fronte del quale il capo dello Stato rivendica orgogliosamente che con ha paura?

Prevedo (ma è cosa facile) che si diranno e si scriveranno cose relative al terrorismo internazionale (finita la stagione di bin Laden e di Al-Qaida, è il turno dell’Isis) e forse qualcuno riuscirà pure ad azzardare un “attacco al cuore dell’Africa” oppure “attacco contro la politica araba moderata” e analoghe scemità (a Parigi c’è stato com’è noto un “attacco al cuore dell’Europa” e non contro un giornale che sfotteva Maometto).

QUANDO TUTTO ERA MAFIA
C’è stato un tempo nel quale in Italia tutto era mafia. Qualunque morto ammazzato e qualunque sparizione venivano imputati alla mafia. Fiumi di inchiostro e di parole inutili: la mafia non ne veniva nemmeno scalfita. Il declino dell’associazione criminale denominata mafia è cominciato quando la risposta dello Stato (magistrati e guardie) è stata mirata. Niente più buio nel quale tutti i gatti sono bigi. Niente più confusioni (a volte scatenate ad arte) tra “normali” omicidi ed “esecuzioni” mafiose.

CONFUSIONE STUPIDA
Oggi si fa lo stesso casino a livello internazionale. È tutto terrorismo. Uno scafista fa quattrini trasportando poveri disgraziati? Dietro c’è il terrorismo internazionale. Due sbandati sparano contro vignettisti? È un’azione pianificata dall’Isis. Un esagitato spara a Copenhagen? È un complotto terrorista.
In questo modo, non si va da nessuna parte.

FARNESINA ACEFALA
Ultima cosa. Se il governo Renzi fosse un vero governo e l’ex addetto stampa Gentiloni fosse un vero ministro degli Esteri, i Tunisini dovrebbero spiegarci perché hanno autorizzato un assalto che ha fatto più morti delle “stragi terroriste” che ho citato prima in Francia e in Danimarca. Mai come in queste ore abbiamo visto che la Farnesina è acefala.
Non faranno niente, come non hanno fatto, non fanno e non faranno niente per riportare a casa i due marò sequestrati dagli Indiani.
Povera Italia! Altro che non ci faremo intimidire, caro presidente. E la prossima volta pensaci un po’ prima di parlare.
Giuseppe Spezzaferro

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