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il Cnr scopre un vulcano sulle Ande

La Terra, questa sconosciuta:
il Cnr scopre un vulcano sulle Ande

Stiamo costruendo una stazione spaziale come quelle che si vedono nei film di fantascienza; mandiamo nello spazio esploratori che viaggiano per decenni trasmettendo informazioni ai centri raccolta dati. Ci stiamo preparando, cioè, per quando dovremo partire da qui e andare a piantare altrove le tende.
Non ci sono dubbi che l’acqua, l’ossigeno, le materie prime… tutto finirà. Per quanto enormi siano i depositi e per quanti trucchi ci inventeremo per ritardare il momento, arriverà il giorno nel quale qui non ci sarà più niente di utile.
Ciò posto, c’è una domanda che dobbiamo farci e cioè: siamo sicuri che della Terra sappiamo tutto? La conosciamo davvero tanto bene da fare previsioni, per esempio, sui giacimenti di petrolio?

SPUNTA ESCONDIDO
Beh, la scoperta fatta in Colombia da una pattuglia del Consiglio nazionale delle ricerche dimostra chiaramente che siamo ancora abbastanza ignoranti di questo nostro Pianeta, a cominciare dalle fonti di energia geotermica.
L’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Cnr ha un piano di ricerche per ampliare le conoscenze scientifiche, scrive un comunicato ufficiale, «sulla dinamica interna del pianeta, i suoi effetti sulla superficie terrestre e le interazioni con la biosfera, l’idrosfera e l’atmosfera, con importanti ricadute sulla dinamica dei processi ambientali e sulle attività umane».
E sulle Ande colombiane hanno scoperto un vulcano. E come poteva chiamarsi se non “Escondido”? Nascosto nella Cordigliera centrale delle Ande settentrionali in un’area nel dipartimento di Caldas dove non ci sono mai state manifestazioni vulcaniche, “Escondido” non è più attivo da circa trentamila anni.

L’IDPA-CNR
«Malgrado si ritenga che il pianeta sia già stato completamente esplorato – spiega Gianluca Norini, ricercatore dell’Idpa-Cnr – il ritrovamento in loco di depositi piroclastici perfettamente conservati e con uno spessore di otto metri ha fatto pensare a un’attività esplosiva intensa, originata da una struttura vulcanica finora mai identificata. Questo ritrovamento evidenzia come scoperte di questo tipo siano ancora possibili, con implicazioni relative alla corretta valutazione dei rischi naturali e al possibile utilizzo dell’energia geotermica associata alla risalita del magma nella crosta terrestre».

Il gruppo dei ricercatori comprendeva anche personale del Servicio geológico colombiano (Sgc). I risultati preliminari della ricerca, condotta da Norini con María Luisa Monsalve, Iván Darío Ortíz, Jesús Bernardo Rueda e Gina Rodríguez del Sgc, sono stati presentati in anteprima al “5th International Maar Conference”, sostenuto dalla International association of volcanology and chemistry of the earth’s interior, che si è tenuto a Querétaro in Messico.
G.S.

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