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nessuno scandalo, sono loro i padroni

Gli americani uccidono un italiano:
nessuno scandalo, sono loro i padroni

Gli americani uccidono un italiano al confine tra il Pakistan e l’Afghanistan. I media fanno a gara a chi esprime l’indignazione più profonda e fa la protesta più grossa. È, infatti, opinione diffusa che gli Stati Uniti siano nostri alleati e che abbiano dei doveri verso di noi. Ci si dimentica che Washington è la capitale di un impero e che tutto il mondo dipende dalle decisioni della Casa Bianca. Ovviamente vado per definizioni: l’articolazione del potere negli Usa è piuttosto complessa, ma qui è sufficiente la constatazione che loro sono i signori e noi i vassalli.
Se proprio ci si vuole consolare, si pensi che come noi stanno anche Paesi come la Germania. Quando è stato scoperto che il segretissimo Scs (Special collection service) registrava anche le conversazioni della Kanzlerin Merkel oltre che dei governanti italiani e che, con la scusa del terrorismo, spiavano (e spiano) tutti i computer della Terra, si sono inalberati in tantissimi. Se il quotidiano americano “The New York Times” e il settimanale tedesco “Der Spiegel” non avessero pubblicato documenti comprovanti lo spionaggio statunitense a danno degli “alleati”, Angela Merkel se ne starebbe tuttora tranquilla al telefonino.

UN OMICIDIO DI 4 MESI FA
Perciò, arriva la prima domanda: perché gli americani hanno confessato di aver ucciso un italiano?
È perché il presidente Barack Obama sia una persona onesta e sincera? Chi ci crede, alzi la mano. Io, la mia, la tengo in tasca.

Seconda domanda: perché la rivelazione è arrivata circa quattro mesi dopo? Il cooperante italiano Giovanni Lo Porto era stato ucciso a gennaio scorso e soltanto oggi arriva la notizia.
Stando ai precedenti, credo che la Casa Bianca avesse calcolato l’impossibilità di mantenere la cosa segreta ancora per molto. In quell’attacco, dicono i bene informati, era rimasto ucciso anche un americano. Probabilmente i parenti si stavano avvicinando alla verità o qualche giornalista aveva annusato la pista.
Un dato assodato è che di persone tenute in ostaggio ce n’erano parecchie e chissà se sapremo quanti.

COLLABORAZIONISTI?
Da tenere anche presente che l’americano Warren Weinstein (definito “esperto di sviluppo”) era prigioniero dal 2011 e l’italiano dal gennaio 2012.
La domanda: in tanti anni nessuno era riuscito a trovare il modo di riportarli a casa? O, forse, i rapiti s’erano “convertiti”? e collaboravano con i loro rapitori, per cui è stato necessario ucciderli?

Non mi convince granché questa cosa che un drone abbia bombardato una base di Al Qaeda uccidendo per sbaglio vari ostaggi tra cui un italiano. È vero che la gran parte delle operazioni di commando a stelle e strisce in realtà finisce a schifìo, ma questa è stata programmata sapendo che le bombe avrebbero colpito quel sito e che lì c’erano ostaggi.

L’ESEMPIO DI TUNISI
La schifezza delle “teste di cuoio” tunisine al museo del Bardo (dove 4 italiani sono stati uccisi nel corso di un blitz fatto a cazzo di cane) è più accettabile, perché risultato di un errore umano; questa del drone che uccide per sbaglio gli ostaggi è una emerita cazzata. Un drone non “sceglie” di sparare qui o là, spara sull’obiettivo prefissato e non commette errori.

LA PROTESTA ITALIANA
Circa quattro anni fa vengono rapiti in Afghanistan alcuni occidentali, tre mesi fa restano uccisi in un’operazione antiterrorismo, e l’Italia protesta “vivacemente”.
Esagero se dico che l’appellativo di “alleati” incollato agli americani sia un tantinello artificioso?
Quando a casa loro è scoppiato il casino dei subprime, cos’hanno fatto se non esportare la crisi economica e far pagare il conto all’Europa?

FARNESINA INUTILE
Resta un’ultima domanda: il governo italiano venne informato a gennaio del 2012 che era stato rapito un connazionale? Il ministero degli Esteri brilla per incapacità (vedi i nostri marò sequestrati in India) e futilità (leggere a conferma le dichiarazioni partorite dalla Farnesina).

La vicenda, coem si vede, ha troppe stranezze ed è impossibile fare la chiarezza necessaria, in mancanza delle opportune informazioni.
In ogni caso, ripeto, smettetela di strapparvi le vesti: siamo la periferia dell’impero. E questa condizione durerà ancora per parecchio tempo.
Giuseppe Spezzaferro

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