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In Africa si vince al calcio massacrando gli albini

Il governo della Tanzania ha messo al bando alcuni stregoni accusati di aver ucciso persone albine. Pare che i malati di albinismo (che per scarsezza di melanina sono bianchi) siano considerati magici e perciò sono sacrificati nel corso di riti propiziatori. Pare anche che ci sia un lucroso commercio di “pezzi d’albino”, usati come amuleti portafortuna. Spesso all’albino sono segate soltanto le braccia o le gambe, per farne talismani della felicità. Il premier Mizengo Joseph Pinda, alla notizia dell’ennesimo sacrificio umano, ha annunciato di aver revocato le licenze di molti stregoni. In effetti in quel Paese i professionisti della magia hanno una licenza che li legittima ad esercitare le loro funzioni. Non so, però, quali siano i criteri per assegnare le licenze, né se ci siano esami da superare e neppure se ci sia un costo. Ma ora so che in quel 30% di popolazione rimasta fedele alle antiche credenze (il 70% è oggi metà musulmano e metà cristiano) sono diffusi a tutt’oggi riti che comprendono sacrifici umani.

La consorteria degli stregoni locali è talmente forte che, a quanto ha riferito la Bbc Africa, si è registrata una specie di rivolta contro la decisione del governo. Sono pratiche difficili da sradicare in un Paese nel quale il 40% della popolazione non ha acqua potabile e il 60% campa con meno di 2 dollari al giorno. L’agricoltura che potrebbe essere la carta vincente è limitata al 4% del territorio che pure è enorme (circa un milione di chilometri quadrati). Anche il Parlamento europeo s’è occupato del triste destino degli “africani bianchi” adottando una risoluzione (settembre 2008) contro gli omicidi degli albini, nella quale leggiamo tra l’altro: «Considerando che, secondo le autorità della Tanzania, le uccisioni di albini sono opera di gruppi organizzati assoldati da stregoni tradizionali; considerando che a Dar es Salaam i mezzi d’informazione hanno riportato la notizia dell’arresto di 173 persone connesse alle uccisioni di albini in Tanzania, e che fra gli arrestati sono numerosi gli stregoni e i loro clienti; considerando che, secondo la polizia nazionale, gli stregoni vendono le parti del corpo e il sangue degli albini a minatori e pescatori, i quali credono che possano portare loro fortuna, salute e ricchezza; considerando che tali uccisioni hanno suscitato grandi apprensioni e timori fra la comunità albina, i cui membri si sentono ora estremamente insicuri ed evitano addirittura di rimanere isolati o di camminare o viaggiare da soli a causa dei potenziali rischi; considerando che il 36% della popolazione della Tanzania vive al di sotto della soglia nazionale di povertà e che l’accesso al sistema sanitario è molto limitato, il che rende prassi comune tra la gente il ricorso agli stregoni e ai guaritori tradizionali; considerando che gli albini rappresentano una minoranza, che la loro discriminazione è un problema grave in tutta l’Africa sub-sahariana…»: una risoluzione di condanna ben circostanziata. Dal canto suo, nel 2007 il presidente Jakaya Kikwete aveva nominato parlamentare una donna albina Al-Shymaa Kway Geer (per la cronaca, 98 dei 321 parlamentari sono donne) con il preciso incarico di studiare modi d’intervento per combattere queste sanguinose pratiche ancestrali. Kikwete si è anche rivolto alla nazione con un discorso nel quale ha condannato «chi uccide gli albini e li fa a pezzi credendo di diventare ricco e avere successo nella pesca e nell’attività mineraria». Ma l’intervento l’ha fatto in televisione e quanti Bantu hanno la possibilità di guardare la tv? In più occasioni il quotidiano “The Guardian” di Dar es Salaam ha denunciato casi di albini “scuoiati” per vendere la loro pelle a chi è convinto che il possesso di una spoglia del genere sia garanzia di una rapida ricchezza. Ma è un giornale ed è scritto in inglese. La gran parte della gente parla la lingua precedente alla colonizzazione britannica (lo swahili) e comunque non sa leggere.

Per fare fronte contro gli stregoni uccisori e scuoiatori si è costituita l’Associazione degli albini di Tanzania, la quale ha calcolato che gli albini sono circa 150mila. Forse hanno esagerato visto che la popolazione non supera la cifra di 40 milioni; tuttavia, gli interventi presidenziali, quelli del governo, le inchieste giornalistiche e la Tanzania Albino Society sono incoraggianti segni di lotta alla superstizione. A Dar es Salama si celebra anche il “National Albino Day”, una giornata di incontro con albini provenienti dal Ghana, dal Kenya, dal Malawi, dal Senegal, dal Sudafrica… Va ricordato che gli albini subiscono attenzioni “particolari” in molte aree africane: in alcuni paesi le donne albine vengono stuprate nella convinzione di guarire così dall’Aids.

Un’inchiesta della Bbc ha riferito del traffico di pezzi umani, destinati al mercato della superstizione, praticato dagli stregoni con la complicità di poliziotti (che sono anche acquirenti). Anche in Sudafrica, in Malawi, in Mozambico, nella Repubblica democratica del Congo e nello Zambia, è fiorente il mercato della pelle degli albini, pagata dai 135 ai 537 dollari. Si vendono pozioni magiche che gli stregoni preparano con sangue, ossa e capelli di un albino.

Credo che un intervento davvero risolutore sarebbe l’eliminazione delle “licenze” assegnate agli stregoni con relativa messa al bando della professione. Una cosa è il rispetto delle tradizioni popolari, altra è consentire pratiche oramai barbariche, per quanto ammantate di sentimenti religiosi. Finisco con una notizia che la dice lunga su tutto quanto.

I giudici sportivi nel 2006 multarono le due più grosse società calcistiche tanzaniane per aver praticato in pubblico la stregoneria. Prima della partita, infatti, una squadra gettò in campo una pozione magica e l’altra ci pisciò sopra. Non s’è mai saputo di quali ingredienti fosse fatta quella pozione ma è noto quanto si fece pagare lo stregone: 5.000 dollari. Le squadre si sono prese la multa ma non hanno rinunciato a quelle liturgie propiziatorie perché sono volute dalle tifoserie. C’è altro da aggiungere?

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