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Fiducia sulle unioni civili: Renzi fa gli interessi delle lobby. Alla faccia della famiglia

Siamo alle solite: Renzi mette la fiducia sulle unioni civili, con un ddl che spacca in due il Paese. Dura la condanna della Cei, con monsignor Nunzio Galantino che ieri ha parlato di “una sconfitta per tutti”. Ma il governo tira dritto. E il premier la butta in retorica: “Le leggi sono fatte per le persone, non per le ideologie. Per chi ama, non per chi proclama. Scriviamo un’altra pagina importante dell’Italia che vogliamo”.

“Renzi va fermato e a ottobre bisogna dire no al referendum costituzionale”. È il duro attacco lanciato dalle colonne di Repubblica da Massimo Gandolfini, portavoce del comitato “Difendiamo i nostri figli” che organizza il Family day. In particolare il neurochirurgo si scaglia contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili che definisce “una legge anticostituzionale”, con un “iter profondamente offensivo dei regolamenti e della Costituzione”. Un percorso in Parlamento che Gandolfini definisce “un vero atto di inciviltà democratica e arroganza politica”. E quindi, sostiene, è necessario lanciare un messaggio al presidente del Consiglio in occasione del referendum di ottobre. In parlamento il fronte delle opposizioni si è compattato contro la fiducia. Per il presidente dei deputati azzurri Renato Brunetta la stroncatura di Galantino è “un giudizio morale della Cei bergogliana su Renzi”. Il “no” al governo è trasversale: non si oppongono soltanto i cattolici.

Ma le preoccupazioni degli italiani, e in particolar modo del mondo cattolico, non vengono prese in considerazione dal governo. “Ho grande rispetto per la Cei – taglia corto il Guardasigilli Andrea Orlando – ma ritengo che questa scelta è necessaria e forse anche un po’ tardiva, rispetto non solo a ciò che si è sviluppato nella società e ai diritti che attendono riconoscimento”.

Una posizione ampiamente condivisa da Renzi che su Facebook brinda alle unioni civili. “È un giorno di festa per tanti, oggi – scrive – per chi si sente finalmente riconosciuto. Per chi vede dopo anni che gli vengono restituiti diritti talmente civili da non aver bisogno di altri aggettivi”. E aggiunge: “Per chi stanotte ha fatto fatica a prendere sonno, per chi da giorni ci scrive chiedendo dove festeggiare, per chi semplicemente non sta più nella pelle”.

Anche all’interno della maggioranza c’è chi guarda con preoccupazione gli eventuali strascichi sui sondaggi. Ncd, per esempio, fatica a giustificarsi con l’elettorato centrista. “Senza di noi – afferma con fierezza il ministro dell’Interno Angelino Alfano – le unioni civili sarebbero state una fotocopia del matrimonio e le adozioni per le coppie gay sarebbero state consentite”.
Ma le cose stanno diversamente. Infatti, come fa notare Matteo Salvini, il ddl Cirinnà rischia di essere “l’anticamera delle adozioni gay”. La preoccupazione del leader del Carroccio è ampiamente condivisa da molti italiani. “Il progresso non è avere due madri, due padri, tre cugini… è la fine della società – commenta il leghista – a questo punto, perché limitarti al matrimonio tra due persone, facciamo anche quattro o cinque…”.

Certo è che Renzi, per conservare il favore della lobby gay, di fatto non muove un dito per la famiglia “classica”. E la crisi del Paese andrebbe affrontata partendo dai grandi numeri, e non dalle minoranze. “C’è la necessità di politiche che siano più attente, e che davvero mettano al centro l’importanza della famiglia fatta di madre, padre, figli”, ha spiegato il segretario generale della Cei. E la famiglia “non deve stare a cuore solo alla Chiesa, ma a tutti, a tutta la società”, ha precisato monsignor Galantino, concludendo che quello della famiglia “non è un ruolo sussidiario o marginale. Questo la società deve capirlo”.

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