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La Commissione Antimafia fa… tredici e dichiara impresentabili 14 candidati

La presidente della “Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere” Rosy Bindi ha orgogliosamente rivendicato di aver esaminato 3.275 candidati (dei quali ben 2.500 a Roma) per dichiararne “impresentabili” 14 (quattordici). Incredibile.
Siamo sommersi quotidianamente da inchieste giudiziarie e giornalistiche sulle infiltrazioni mafiose nelle pubbliche amministrazioni e dentro Comuni grandi e piccoli (a Roma l’hanno chiamata “mafia capitale”) e invece la Commissione parlamentare antimafia (resa famosa dall’ineffabile Bindi per aver sciorinato nomi a ridosso di un voto che avrebbe dovuto punire Matteo Renzi) scova 14 candidati “pericolosi”. Quali sono e dove questi “cavalli di Troia”?

LA MAPPA
Due sono in Calabria, la regione che ospita la potentissima ‘ndrangheta a fianco dei Bronzi di Riace. Alta densità mafiosa, dicono gli esperti; ma i numeri sono scarsini: 2 (Carmelo Bagnato a Scalea e Alessandro Codispoti a San Sostene).
Sette sono in Campania, ma sono tutti concentrati a Battipaglia che così diventa la città più mafiosa d’Italia. I nomi? Eccoli: Carmine Fasano, Daniela Minniti, Lucio Carrara, Francesco Procida, Bartolomeo D’Apuzzo, Demetrio Landi e Giuseppe Del Percio.

A ROMA SONO IN CINQUE
E a Roma, la capitale della mafia, stando agli articoli e alle indagini giudiziarie? 5 candidati impresentabili: Mattia Marchetti, Antonio Carone, Domenico Schioppa, Antonio Giugliano e Fernando Vendetti.
La presidente Bindi ha diffuso l’elenco delle liste esaminate, sono in tutto 13 i Comuni passati sotto la lente dell’Antimafia.
Ecco l’elenco: San Sostene (Cz), Joppolo (Vv), Badolato (Cz), Sant’Oreste (Rm), Platì (Rc), Ricadi (Vv), Diano Marina (Im), Villa di Briano (Ce), Morlupo (Rm), Scalea (Cs), Finale Emilia (Mo), Battipaglia (Sa) e Roma. E perché non anche Torino, Bologna, Milano e perché soltanto 13 Comuni sui circa 1.340 al voto? A non parlare dell’esercito dei candidati (non mi va di contarli ma sono decine di migliaia).

UN MISERABILE TOPOLINO
Tutto sommato, a me pare il miserabile topolino partorito dall’ingravidata montagna.
Immagino che da Palazzo San Macuto (la sede a Roma) diranno che i soldi sono pochi, i funzionari insufficienti, il tempo scarso… direbbero qualunque cosa per giustificare quel miserabile tredici che vale poco se non è fatto al Totocalcio.
Comunque, non è detto. Di quei 14 esclusi, forse qualcuno farà ricorso. Chissà, se lo si scoprirà presentabile.
Giuseppe Spezzaferro

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