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Suez-Gdf, il gigante che non piace alle Borse

Le prime reazioni delle Borse al matrimonio Suez-Gaz de France non sono state buone: Suez ha perso il 4,60% e Gdf il 4,30%. Ma non sempre nei mercati internazionali il buongiorno si vede dal mattino. Il neonato gruppo è un gigante nel business gas ed elettricità e tocca aspettare per farsi un’idea precisa. Bisogna anche aspettare che fine faranno le attività ambientali di Suez, la cui cessione sarà demandata ad un’Offerta pubblica iniziale (Initial public offering – Ipo) cioè un’offerta al pubblico dei titoli della società che intende quotarsi per la prima volta su un mercato regolamentato. C’è anche il calo della partecipazione pubblica in Gdf (oggi all’80,2%) per cui potrebbe essere necessario un altro via libera di Bruxelles. Il gigante è anche il primo operatore di trasporto e di distribuzione di gas in Europa (supera Eni e Gasunie) ed secondo operatore continentale di stoccaggi e di terminali metaniferi. Gdf-Suez è un gruppo da 90 miliardi di euro con una minoranza di blocco pubblica. E forse questo è il motivo per cui le Borse bocciano: i mercati non amano che le scelte strategiche dipendano da scelte politiche piuttosto che dal business.

Discorso a parte (ma non troppo) è quello della governance. L’accordo prevede che il Chief executive officer (Ceo, amministratore delegato) di Suez, Gerard Mestrallet, prenda la presidenza del nuovo gruppo che però, ha premesso, “sarà gestito in tandem” con il numero uno di Gdf, Jean-Francois Cirelli, che sarà vicepresidente di Gdf-Suez. E non potrebbe essere altrimenti visto che, in caso di divergenze, il manager belga potrebbe contare su un sostegno limitato al 12% del capitale, (quello che avranno gli ex azionisti Suez) contro un ben più importante 35% dello Stato francese.

Nell’attesa di vedere gli sviluppi del mercato, facciamo un riassunto del percorso che in 18 mesi ha portato al matrimonio.

21-22 FEBBRAIO 2006:
l’Enel annuncia che è pronta a lanciare un’opa su Suez. L’obiettivo è la divisione belga Electrabel.

25 FEBBRAIO 2006:
il primo ministro francese Dominique de Villepin annuncia il piano di fusione tra Suez e Gaz de France, una mossa per contrastare una eventuale opa di Enel. L’Italia accusa la Francia di protezionismo. Il board di Suez conferma il suo sostegno all’alleanza con Gdf. Il via libera arriva anche dal governo belga.

26 FEBBRAIO 2006:
primo via libera dei rispettivi consigli di amministrazione alla fusione tra Suez e Gdf. Il ministro delle Finanze francese, Thierry Breton, annuncia che lo stato transalpino deterrà almeno il 34% del nuovo gruppo.

27 FEBBRAIO 2006:
viene annunciato un concambio di 1 azione Suez per 1 azione Gdf dopo il versamento di un dividendo straordinario agli azionisti di Suez che comporterà un esborso complessivo di 1,25 miliardi di euro.

1 MARZO 2006:
la Commissione europea assicura all’Italia che monitorerà il caso Suez-Gdf.

2 MARZO 2006:
l’Ue annuncia di aver ricevuto dall’Enel il documento che ricostruisce i passaggi della vicenda che ha portato il governo francese a sostenere la fusione tra Suez e Gaz de France per stoppare le mire del gruppo elettrico italiano.

3 MARZO 2006:
il commissario Ue al mercato interno, Charlie McCreevy, invia una lettera al governo francese per chiedere informazioni sull’operazione Suez-Gdf.

8 MARZO 2006:
i sindacati francesi proclamano lo sciopero per il 23 marzo contro il piano di fusione Suez-Gdf.

21 MARZO 2006:
Fulvio Conti, ad di Enel, incontra il commissario Ue alla concorrenza Neelie Kroes.

16 MAGGIO 2006:
primo via libera Ue alla fusione Suez-Gdf.

14-15 GIUGNO 2006:
il ministro delle Finanze, Thierry Breton, presenta la fusione e il piano di privatizzazione di Gdf al Parlamento.

19 GIUGNO 2006:
il governo francese rinvia il dibattito parlamentare sulla privatizzazione di Gdf a settembre.

8 GIUGNO 2006:
il gabinetto francese approva il decreto di privatizzazione di Gdf.

19 AGOSTO 2006:
dichiarazione di addebiti della Commissione Ue alla Francia per la fusione Suez-Gdf. Secondo Bruxelles l’operazione pregiudica la concorrenza nei mercati energetici di Francia e Belgio.

7 SETTEMBRE 2006:
si apre al Parlamento francese il dibattito sulla privatizzazione di Gdf.

3 OTTOBRE 2006:
l’Assemblea Nazionale approva il disegno di legge sulla privatizzazione.

8 NOVEMBRE 2006:
il Senato approva in via definitiva la privatizzazione.

14 NOVEMBRE 2006:
via libera condizionato della Commissione Ue alla fusione.

21 NOVEMBRE 2006:
la Corte d’appello di Parigi impone a Gdf di rinviare la riunione del cda programmata per l’approvazione del piano di fusione con Suez su richiesta dei sindacati che hanno bisogno di più tempo per esaminare i dettagli.

MAGGIO 2007:
la vittoria di Nicolas Sarkozy alle elezioni presidenziali dà nuovo impulso al piano di fusione Suez-Gdf.

30 AGOSTO 2007:
Nicolas Sarkozy a un convegno organizzato dal Medef, la Confindustria francese, chiede a Suez di rinunciare agli asset ambientali e di specializzarsi nell’energia.

2 SETTEMBRE 2007:
via libera dei cda delle compagnie alla fusione.

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