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Merkel vince nel Niedersachsen. In Italia cala il M5s

Angela Merkel ha superato un’altra prova elettorale prima del grande test di Berlino che ci sarà domenica prossima. Nel Niedersachsen (Bassa Sassonia) la Cdu (Christlich demokratische union Deutschlands, Unione cristiano-democratica di Germania) ha mantenuto il primo posto alle comunali di ieri (domenica 11/09) con il 34,4% dei voti. Seguita dall’alleato di governo Spd (Sozialdemokratische partei Deutschlands, Partito socialdemocratico di Germania) con il 31,2 e dai Verdi (Bündnis 90/Die Grünen) con il 10,2%. Il partito capeggiato da Frauke Petry, l’Afd (Alternative für Deutschland), ha ottenuto il 7,8%. Poco rispetto al successo di domenica 4 settembre (v. http://www.internettuale.net/3170/merkel-petry-berlino-prova-del-fuoco-cdu-afd) ma abbondantemente sopra il 5% che è la soglia di sbarramento in Germania. Continua, dunque, la marcia del partito nato sull’onda dell’anti-euro, e che oggi cavalca la protesta anti-immigrati, verso il Bundestag, il Parlamento federale.

Nonostante la presenza di circa 460 mila stranieri, nel Lander che ruota intorno ad Hannover ed agli stabilimenti della Volkswagen, le popolazioni hanno mandato un segnale sia alla Cdu (2,5% in meno)  che al Spd (3,9 in meno) continuando comunque a confidare nei due partiti di governo.

IL “NO” SERVE A POCO

La protesta popolare ha poco spazio quando la gente sta bene e c’è lavoro per tutti. Per funzionare, la protesta ha bisogno, come diceva mio padre, di “case carute”, cioè di insoddisfacenti condizioni di vita. In Grecia, i sentimenti antieuropei si dissolveranno al primo segnale di ripresa economica e resteranno in piedi soltanto i rappresentanti di un progetto politico i quali, pur crescendo nella protesta, delineano soluzioni concrete e positive. Il “no” che piace tanto a talebani ecologisti e a millenaristi pauperisti (oltre che a nazionalisti fuori tempo) ha vita breve. Sono le proposte che fanno durare un movimento. In ogni caso, oltreconfine le situazioni sono abbastanza ben definite e mette tristezza fare il paragone con lo stato dell’arte in Italia.

ITALIA ALLO SBANDO

Il quadro politico nazionale assomiglia a quelle tele astrattiste che devono essere spiegate dagli esperti perché altrimenti chi le guarda non le capisce. O le male interpreta. Oppure le rifiuta punto e basta.

Gli italiani si sono stufati della cosiddetta classe politica. La fine delle ideologie e conseguente morte dei partiti hanno scatenato ambizioni e personalismi di corto respiro e di bassissima qualità. Quando c’erano la Dc, il Pci, il Psi, il Msi eccetera,  era tutto più chiaro – ricordano in parecchi – perché almeno quelli si sapeva cosa volessero. Un comunista era diverso da un fascista che era diverso da un socialista che era diverso da un democristiano… e uno votava il partito che più lo rappresentava o con il quale si sentiva in sintonia ideologica. Di questi tempi capitano cose mai viste: ti vai a coricare la sera con un Brunetta amico di Berlusconi e ti svegli la mattina con un presidente Pinco Palla che fa un nuovo partito per aumentare la propria forza di contrattazione. A pranzo il telegiornale ti informa che il governo non ha la più la maggioranza e a cena lo stesso tg ti dice che ha i voti per varare le riforme.

Il quadro, tanto per restare nella metafora artistica, è un’esplosione di colori senza forme che se lo metti sottosopra non se ne accorge nessuno.

I CINQUESTELLE PENALIZZATI

Starsene sulla riva del fiume ad aspettare che passino i cadaveri dei nemici? Aspetta e spera… ma qualcuno ha un’idea di quanti cinesi siano stati trovati morti sulle sponde di destra e di sinistra? Sono stati consumati dall’attesa e, se anche fosse passato qualche nemico galleggiante, nessuno se ne sarebbe accorto.

In questo marasma (basta poco per cambiare opinione come dimostra il calo di consensi registrato dal Movimento 5 stelle dopo il casino fatto scoppiare ad arte a Roma), chiunque insista a tener la testa volta all’indietro e quindi ad affrontare i problemi di adesso con i meccanismi di ieri è come minimo un ingenuo. Mi fa tanta tenerezza come un centrino fatto a mano dalla nonna (di una volta; oggi vanno in palestra e ballano il liscio).

I MORALISTI DAL CAPPIO FACILE

Prolificano i moralisti, ma molti di loro la piantano di far dondolare il cappio quando sono intercettati finendo in pasto ad un’opinione pubblica, la quale rimane moralista perché non serve a nessuno intercettarla e fotografarla.

Non c’è un settore risparmiato dal caos.

Dopo aver camminato dieci chilometri, va’ dal dottore a lamentarti che ti fanno male i piedi. Le risposte sono di due tipi: 1) è lo stress; 2) è un’allergia. Non si scappa. E le pasticchette le trovi soltanto in erboristeria. Se ti lamenti che ti fa male un braccio, il dottore non ha dubbi: è colpa delle sigarette e dello stress. Queste giovani generazioni frastornate da stress e allergie (oltre che dagli Ufo e dai viaggi nel tempo) si stendono sul lettino dell’analista come fosse la cosa più normale del mondo.

Cosa c’entra tutto questo con la crisi della politica? Molto. Anzi, moltissimo.

 

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