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Mattarella testimonial al Csm “autoriformato”

Presieduto dal capo dello Stato Sergio Mattarella, il Consiglio superiore della magistratura (Csm) ha approvato un nuovo regolamento interno. Se ne avvantaggerà la Giustizia? Si vedrà. Al momento, mi sembra sia piuttosto  un atto di autoriforma teso a fermare le “brutte intenzioni” di coloro (e sono tanti e in tutti gli schieramenti) i quali vogliono mettere un freno allo straripamento delle toghe. Il Csm, infatti, dovrebbe punire i magistrati che sbagliano o che si comportino più da divi del cinema che da guardiani della legge, ma in più di mezzo secolo di attività il tribunale interno della magistratura ha emesso pochissime condanne, occupandosi essenzialmente di promozioni e giochi di potere vari. Non ci scordiamo che il Csm scelse non ricordo quale magistrato preferendolo a Giovanni Falcone (incensato poi, da morto). Prima che ci pensi il Parlamento a “ristrutturarlo”, Palazzo dei Marescialli lo fa da sé.

IL BUONGIORNO SI VEDE DAL SITO

Per conoscere nel dettaglio il nuovo regolamento sono andato sul sito del Csm (http://www.csm.it/) e, sotto la data di oggi (“COMUNICATO STAMPA del 26/09/2016”), ho trovato “CSM con MiBACT e Ministero Giustizia per digitalizzazione carte processo Moro”, cioè un notizia datata “Roma, 23 settembre 2016”.

Un errore? Ancora non hanno trovato il tempo per aggiornarlo? Non lo so, ma le agenzie stampa riportano che il nuovo regolamento prevede “la pubblicità dei lavori delle Commissioni”. È come se lo chef promettesse pasta al forno e ti servisse, invece, una minestra riscaldata.

IL QUIRINALE VA A MAIUSCOLE

Ho fatto un altro tentativo e sono andato sul sito del Quirinale, ma lì di ciò che ha detto Mattarella non c’è traccia. In compenso c’è il seguente comunicato:

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha presieduto a Palazzo Marescialli la seduta straordinaria dell’Assemblea Plenaria del CSM per la trattazione della “Riforma del Regolamento Interno del Consiglio Superiore della Magistratura” che è stata aperta dagli interventi dei Relatori, i Consiglieri Ercole Aprile e Renato Balduzzi. Sono intervenuti i componenti del CSM per la dichiarazione di voto: Claudio Galoppi, Luca Palamara, Antonio Leone, Aldo Morgigni, Valerio Fracassi, Pierantonio Zanettin, Giovanni Canzio. Ha preso quindi la parola il Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini. Il Presidente Mattarella ha dichiarato chiusa la discussione e ha posto in votazione la proposta di delibera.Il Plenum si è concluso con l’intervento del Presidente della Repubblica”.

A parte l’orgia di lettere maiuscole e l’errore sul nome della sede (Marescialli non è un cognome come per Palazzo Pitti, per intenderci), la notizia è la grande assente. In compenso c’è una sfilza di nomi e cognomi.

UN FRENO AI PARTITI INTERNI?

Mi vedo costretto, quindi, a riportare ciò che hanno scritto le agenzie. Oltre alla “pubblicità dei lavori”, di cui ho già detto, il nuovo regolamento mette fine (sulla carta, poi vedremo) “alle nomine a pacchetto”, cioè alle contrattazioni da suk fra i vari partiti (loro le chiamano “correnti”, qualcuno parla di “sindacati”, ma sono dei veri partiti).

E dei magistrati che vanno in tv, indaffarati nel viavai dal Parlamento al Tribunale e che fanno grande strombettare di inchieste-bolle-di-sapone? Una vera autoriforma è difficile intravederla, stando perlomeno ai flash delle agenzie.

NON TUTTI D’ACCORDO

Il Csm ha approvato il testo (redatto da una Commissione in più di anno e 66 sedute) perfezionato (scrivere “aggiustato” sarebbe stato offensivo) da 91 emendamenti in 7 assemblee plenarie (il cosiddetto plenum). Ciononostante, non c’è stata unanimità: il documento è passato con 18 sì e 7 astenuti (cioè, contrari). Il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini ha parlato del “nuovo” Csm come di “una casa di vetro” (Mattarella testimonial), ma la trasparenza è obiettivo difficile da raggiungere e, a volte, anche letale: il caso più eclatante fu la fine dell’Unione Sovietica causata dalla glasnost imposta dalla perestrojka di Michail Gorbaciov.

 

 

 

 

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