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Roma fa il compleanno invasa dai topi

Attenti a festeggiare il Natale di Roma per strada: ci sono milioni di topi pronti a mordere.

Laura Serloni (http://roma.repubblica.it) ha scritto: «Non c’è un dato scientifico che testimoni quanti siano i ratti in città, ma secondo alcune ricerche sarebbero in un rapporto di 2 a 1 cioè il doppio della popolazione residente. Che facendo due calcoli si tratta di oltre 6 milioni di topi».

Sei milioni? Io ricordo che nel 1975 i topi a Roma erano circa 15 milioni. Dell’invasione murina ho scritto tutte le volte che mi sono occupato di cronaca (di solito scrivevo di politica o di economia) e così sono andato a ripescare un articolo del 1983 nel quale scrivevo:

«… E sempre per restare nell’ambito della magia tocca purtroppo ricordare la favola del “pifferaio magico”, il quale riuscì a liberare un paese dall’invasione dei topi, suonando una melodia misteriosa. La nostra città è invasa dai topi: anche qui, non essendo valsi a niente gli interventi (peraltro scarsi) delle “autorità”, non resta che sperare nell’intervento di un mago. Anche se al posto del piffero utilizzasse la tromba militare.

Un’indagine, molto sommaria, fatta otto anni fa circa rivelò che c’erano in circolazione quindici milioni di topi a Roma. Non c’è bisogno di essere specialisti per sapere con quanta rapidità prolifichino questi graziosi animaletti. Quanti milioni sono oggi?

Le notizie che provengono da questo “fronte” sono gravissime. Ci sono topi nelle scuole, nelle caserme, negli uffici pubblici e persino negli ospedali.

Considerando che è alquanto improbabile che un pifferaio magico venga a salvarci da questa pericolosa invasione sarebbe opportuno correre ai ripari Prima che sia troppo tardi. E questo per parecchie ragioni. Innanzitutto i topi di oggi non sono quelli di una volta. Sembrerebbe una battuta ma purtroppo è pura verità. Infatti riescono tranquillamente a passare indenni fra trappole di tutti i tipi e veleni fra i più velenosi. Hanno elaborato, nel corso di decenni di vita in un consorzio umano, sistemi e anticorpi tali da vanificare i tentativi fatti per sterminarli.

A quanto dicono gli esperti, occorre una derattizzazione complessiva che tenga conto di tutti i fattori compreso quello di una rafforzata resistenza degli organismi dei topi anche agli anticoagulanti. Ci vengono in mente scene spaventose di famosi film di fantascienza e dell’orrore. Non vorremmo che i topi, divenuti miliardi, ci facessero a pezzettini.

Una cosa è certa ed è che la lotta a questo moderno flagello non la si potrà condurre coi vecchi sistemi e con le sovraccariche strutture pubbliche. Serve un organismo che sia destinato solo alla derattizzazione della città. E servono uomini in grado di capire la portata del fenomeno e di elaborare i sistemi più efficaci. Altrimenti non resta che sperare nel magico pifferaio».

La domanda è: se nel 1975 i topi a Roma erano circa 15 milioni, è impossibile che oggi siano soltanto 6 milioni. C’è stata un’epidemia? Sono stati massacrati dagli specialisti? Io preconizzavo una inarrestabile quanto naturale proliferazione che a quanto pare non c’è stata. Ne siamo sicuri? O le cifre sono state ridotte per non seminare il panico?

Manuela Pelati sulle pagine romane del “Corriere della Sera” (mpelati@corriere.it.) ha riportato: «….«Le cause che attirano i topi sono i rifiuti, l’erba alta e il degrado» ripetono come un mantra al dipartimento Ambiente dove, in mancanza di un piano prestabilito, dai primi di aprile sono in vigore le disposizioni di intervenire d’urgenza «per le derattizzazioni su richiesta dei cittadini, municipi e vigili urbani». E anche se l’assessora Montanari la settimana scorsa ha dichiarato che «a Roma i topi non sono poi così tanti» al Dipartimento le disposizioni in corso sono per decine di interventi quotidiani, quasi esclusivamente nelle scuole, specialmente quelle di Trastevere dove i ratti risalivano anche dai tubi dei bagni. «Abbiamo più volte inviato lettere alla polizia locale e ad Ama per denunciare l’invasione ma non ci hanno risposto» precisa intanto da Borgo Prosperi….».

Il quotidiano romano “Il Messaggero” ha pubblicato una lettera addirittura del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che denuncia l’aggressione di un bambino da parte di un topo all’interno del parco giochi pubblico di villa Gordiani, al Prenestino.

Se ne deduce che i pubblici amministratori, i “grandi” sindaci che vanno sul motorino, in bicicletta, in montagna eccetera ecceterone, non hanno fatto alcunché. Gli “specialisti”, diciamo così, che se ne occupano in Campidoglio e dintorni, sanno soltanto lamentarsi della mancanza di fondi. Avete fatto caso? Quando un pubblico ufficio non funziona, di chi è la colpa? Del denaro che non c’è! E, quando c’è, è poco. Ma torniamo ai topi.

Nel 1981 (trentasei anni fa! ahimè!) scrivevo di una scuola con mille bambini costretti a stare a casa perché centinaia di topi avevano preso l’abitudine di passeggiare tra i banchi.

Ecco il pezzullo:

Sul Natale di Roma (è il suo 2.769esimo compleanno, stando alla data di fondazione del 21 aprile 753 a.C. generalmente acquisita) si avventano milioni di topi affamati. È vero che sono favoriti da una pessima gestione dei rifiuti urbani, ma è soprattutto vero che non è stata mai fatta una vera campagna di sterminio, una bene organizzata derattizzazione. Anche se con una magia sparissero tutti i rifiuti, i topi resterebbero. Perciò, mentre i soloni si sperticano a convincere la gente a comportamenti più ecologici, qualcuno si occupi sul serio di “pulizia murrina”. Sennò, sono soltanto chiacchiere.

Ma che bel compleanno, povera Roma!

Giuseppe Spezzaferro

 

 

 

 

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