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Regola 1: Mai dimenticare chi comanda

Gentiloni all’Autogrill come Pertini al caffè

Il presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni ha fatto sosta in un Autogrill sull’autostrada nei pressi di Parma. Grande emozione per questa improvvisata. Il presidente ha preso il vassoio, ha scelto un culatello, un po’ di pane ed una bottiglietta d’acqua. Ha pagato il conto alla cassa e si è seduto a consumare questo parco pasto. Non ha detto di no a chi gli ha chiesto di fare un selfie con lui e se n’è andato tra il plauso generale. Ma che brava persona! Invece di andare in un ristorante chic ha scelto di fermarsi qua come fosse uno di noi! Si vede proprio che è una persona perbene.

L’episodio m’ha fatto venire in mente il presidente della Repubblica Sandro Pertini, anche lui tanto amato dagli italiani per la sua spontaneità e per la sua modestia. In realtà, era stato abilissimo a diffondere questa impressione. Un giorno, quand’era presidente della Camera dei deputati, lasciò lo scranno per correre a Ciampino e salire sull’aereo di Stato per Londra. Aveva avuto una telefonata che l’informava che da Christie’s, la più grande casa d’aste del mondo, sarebbe stato messo in vendita un Caravaggio. Al grande (e ricco) collezionista la notizia fece l’effetto di una promessa d’amore fatta da Scarlett Johansson a un quindicenne.

Volò a Londra deciso ad aggiungere quella tela alla sua preziosissima collezione. Il suo appartamento di fianco alla Fontana di Trevi era una galleria d’arte degna di stare al confronto con la sezione rinascimentale della National Gallery of Art a Washington.

LORO NON SONO MAI “UNO DI NOI”

Anche Pertini nell’immaginario collettivo era “uno di noi”. Per esempio, lui la sera tornava a casa a dormire e così scendeva dal Quirinale per via della Dataria, passava per via di San Vincenzo ed imboccava via della Stamperia dove abitava.

Anche quella “trasferta” serale fu motivo di apprezzamento: invece di coricarsi fra le lenzuola di seta quirinalizie sceglieva i rudi teli di canapa della sua modesta abitazione. Balle! La moglie, la virago Carla Voltolino, non s’era mai trasferita al Quirinale ed al devoto marito, come ad un qualsiasi travet, non s’addiceva dormire fuori casa. Fatti loro, direte voi, e a noi che ce ne frega? Si dà il caso, invece, che gli affari domestici di casa Pertini-Voltolino costassero una barca di quattrini alle pubbliche casse cioè a tutti noi. Lungo il percorso Quirinale-casa, infatti, erano schierati a decine i carabinieri impiegati per la protezione del presidente: con relativi emolumenti straordinari che si sommavano alle già ingenti spese per le guardie del corpo. A proposito di quella casa, è stato detto, qualche tempo fa, che era una piccola mansarda. Mah! C’era il piano nobile occupato dal Partito liberale italiano, sfrattato quando Pertini fu eletto capo dello Stato. Misteri della mitologia!

BAGARRE IN VIA DEI CONDOTTI

Ricordo che un pomeriggio ero con il mio amico Gilbert all’Antico caffè greco in via dei Condotti a prendere l’aperitivo. Aspettavo mia moglie per ordinare. Ad un certo punto fecero irruzione quattro/cinque 007 (si riconoscono dalle facce e dalle armi poco celate) che passarono locale e avventori ai raggi x. Dopo una decina di minuti entrò lui. Si sedette ad un tavolino e ordinò un gelato. Emozione generale (è sempre così) e i presenti non stavano nella pelle (all’epoca, non c’erano i telefonini per fare le foto). Dopo un’altra decina di minuti arrivarono urla e strepiti dalla strada. Impiegai meno di un secondo a capire che era mia moglie, la quale protestava “vivacemente” perché gli 007 all’esterno le vietavano l’ingresso nel locale. Mi affacciai, la feci entrare e le indicai il protagonista di quel casino.

Pertini, serafico, pagò il gelato e uscì tra le acclamazioni della folla. E ci sta ancora qualcuno che mi rimprovera perché la folla mi sta sui…nervi.

Quant’era costato quel gelato al contribuente italiano? Ma che ne parliamo a fare. Sarà sempre così.

Anche la “improvvisata” del presidente Gentiloni all’Autogrill è stata preceduta il giorno prima da una lunga e puntigliosa ispezione degli 007. Con relative “istruzioni per l’uso”. Quanto è costato quella porzione di culatello a noi tutti?

Giuseppe Spezzaferro

 

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