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Legge elettorale: l’imbroglio è servito

Qual è la maggiore preoccupazione dei cittadini italiani? La legge elettorale. E di cosa si preoccupano maggiormente i politicanti? Della legge elettorale.

Balle. C’è un abisso tra i rappresentati e i rappresentanti. Sono sempre di meno quelli che si sentono rappresentati e cala il numero di coloro che rappresentano gli interessi della stragrande maggioranza della popolazione. Si naviga a vista. Meno male che scoppiano bombe, annegano migranti, arrivano sconvolgenti rivelazioni sul destino di Totti, l’amante di Belen, sul dossier Boschi-De Bortolo, sulla monnezza a Roma e le uscite di Debora Serracchiani. Meno male che la Corea del Nord spara missili (Mao avrebbe ripetuto: «Tigri di carta») e c’è la Festa della mamma. Avvolto in questa melassa di spettacolo e informazione (infotainment, per gli esperti) l’utente-consumatore-cliente annaspa senza rendersene conto. Crede di sapere le cose e non sa proprio niente.

M’ero messo di buzzo buono per tentare di fare un po’ di chiarezza a proposito delle proposte avanzate dalle varie consorterie sulla legge elettorale e mi sono avventurato, ahimè!, tra le carte della commissione Affari costituzionali della Camera. Copio e incollo un pezzettino:

«1. Al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 2 dell’articolo 1, le parole da: «con l’eventuale attribuzione di un premio di maggioranza» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «con l’eventuale attribuzione di un premio di maggioranza qualora la lista che ha conseguito il maggior numero di voti validi abbia altresì conseguito una percentuale di voti pari almeno al 40 per cento del totale nazionale»; b) all’articolo 7, comma 1, lettera c), dopo le parole: «i sindaci» sono inserite le seguenti: «metropolitani e i sindaci»; c) all’articolo 11, il quinto comma è abrogato; d) all’articolo 18-bis, sono apportate le seguenti modificazioni….».

Seguire le polemiche sulla legge elettorale è divertente ma è un procedere a balzelloni. Tocca aspettare il testo definitivo per sapere come si andrà a votare la prossima volta.

PALAZZI EXTRATERRITORIALI

C’è un fatto, però, che va chiarito subito: nessuna, dico, nessuna legge elettorale avrà reale efficacia fino a quando non saranno cambiati i regolamenti di Camera e Senato. Finché a Montecitorio e a Palazzo Madama un qualsiasi parlamentare potrà brigare per farsi un proprio gruppo, non avremo mai il bipolarismo tanto invocato.

Le leggi (di previdenza, di progressione stipendiale, di mancata presenza al lavoro etc. etc.) si fermano dinanzi ai portoni parlamentari e sono “aggiustate” al Quirinale, a Palazzo Chigi, alla Corte costituzionale, alla Corte dei conti, al Consiglio di Stato… insomma i palazzi del potere godono di una sorta di extraparlamentarità affine alla extraterritorialità dei palazzi appartenenti alla Santa Sede. È roba ereditata dal passato monarchico-sabaudo (quella vaticana ci è arrivata dal Concordato inserito nella Carta costituzionale, la “più bella del mondo” insistono i fessacchiotti e i bugiardi). È roba che spunta fuori come un’eruzione cutanea e che viene subito eliminata dai curanderos di regime.

Senza un riforma dei “palazzi”, la democrazia, l’uguaglianza dei cittadini, la giustizia sociale, la sostituzione della sudditanza con la cittadinanza resteranno miraggi nel deserto dei diritti negati.

ELETTORI RAGGIRATI

Dopo anni di appelli alla governabilità, di attacchi al sistema multipartitico, di entusiastiche benedizioni al bipolarismo (con eccessi di bipartitismo), dopo decenni di maledizioni lanciate contro il sistema proporzionale, contro il mercimonio delle preferenze e scandali collegati, dopo la grande rivoluzione per cui dal Parlamento furono esclusi i piccoli partiti (che facevano confusione e ostacolavano la governabilità), ebbene dopo tutto ciò siamo al punto di partenza.

Tempo fa (22 aprile 2012, http://www.internettuale.net/961/alfano-e-la-novita-ignota-i-trucchi-della-politica) ricordai l’imbroglio e cinque anni dopo non debbi cambiare neppure una virgola.

Scrivevo:

«Ci hanno detto che i partiti erano troppi e che per la governabilità era necessario ricorrere al bipolarismo sull’esempio delle grandi democrazie e bla bla. Fatta un’apposita legge elettorale (che tutti ora dicono di voler cambiare) al Parlamento nel 2008 approdarono il Pdl, la Lega, il Pd, l’Idv, l’Udc e 7 rappresentanti di Südtiroler Volkspartei, Movimento associativo italiani all’estero e Vallée d’Aoste…..A beneficio del solito distratto, copio l’elenco dal sito della Camera:

FUTURO E LIBERTA’ PER IL TERZO POLO (26 deputati)
ITALIA DEI VALORI (21)
LEGA NORD PADANIA (59)
PARTITO DEMOCRATICO (205)
POPOLO DELLA LIBERTA’ (210)
POPOLO E TERRITORIO (NOI SUD-LIBERTA’ ED AUTONOMIA, POPOLARI D’ITALIA DOMANI-PID, MOVIMENTO DI RESPONSABILITA’ NAZIONALE-MRN, AZIONE POPOLARE, ALLEANZA DI CENTRO-ADC, LA DISCUSSIONE) 23
UNIONE DI CENTRO PER IL TERZO POLO (38)
MISTO (48)
ALLEANZA PER L’ITALIA (7)
FAREITALIA PER LA COSTITUENTE POPOLARE (4)
GRANDE SUD-PPA (10)
LIBERAL DEMOCRATICI-MAIE (3)
LIBERALI PER L’ITALIA-PLI (5)
MINORANZE LINGUISTICHE (3)
MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE-ALLEATI PER IL SUD (4)
NOI PER IL PARTITO DEL SUD LEGA SUD AUSONIA (3)
REPUBBLICANI-AZIONISTI (4)
Deputati non iscritti ad alcuna componente (5)».

OGGI È PEGGIO

A dire la verità, qualche “virgola” la debbo cambiare. L’elenco di oggi, infatti, è più lungo. Copio e incollo dal sito della Camera:

 

«ALTERNATIVA POPOLARE-CENTRISTI PER L’EUROPA-NCD (27 deputati)

ARTICOLO 1-MOVIMENTO DEMOCRATICO E PROGRESSISTA (40)

CIVICI E INNOVATORI (16)

DEMOCRAZIA SOLIDALE – CENTRO DEMOCRATICO (13)

FORZA ITALIA – IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – BERLUSCONI PRESIDENTE (50)

FRATELLI D’ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE (11)

LEGA NORD E AUTONOMIE – LEGA DEI POPOLI – NOI CON SALVINI (19)

MOVIMENTO 5 STELLE (88)

PARTITO DEMOCRATICO (282)

SCELTA CIVICA-ALA PER LA COSTITUENTE LIBERALE E POPOLARE-MAIE (16)

SINISTRA ITALIANA – SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ – POSSIBILE (17)

MISTO (51)

ALTERNATIVA LIBERA-TUTTI INSIEME PER L’ITALIA (5)

CONSERVATORI E RIFORMISTI (11)

FARE!-PRI (3)

MINORANZE LINGUISTICHE (6)

PARTITO SOCIALISTA ITALIANO (PSI) – LIBERALI PER L’ITALIA (PLI) 3

UDC (4)

USEI-IDEA (4)

Deputati non iscritti ad alcuna componente (15)».

TOH! CHI SI RIVEDE: PRODI

Così come stanno le cose, le prossime elezioni partoriranno l’ennesimo casino per cui il governo nascerà (se ce la faranno) da una coalizione (modello pentapartito di democristiana memoria) e si ricomincerà a parlare di elezioni anticipate con tutto il corredo di “ci vuole una legge elettorale nuova”, “il presidente Mattarella non ha intenzione…”, “Berlusconi ha replicato…”, etcetera ecceterone.

Una novità (sto sfottendo) sarà la ricandidatura di Romano Prodi. Il vecchio professore democristiano ha fatto decantare i fallimenti collezionati come presidente del Consiglio e candidato quirinalizio e si è riaffacciato alla ribalta. Gli hanno curato un look aggressivo che copre la faccia da mortadella e ne stanno testando gradimento e simpatia in varie uscite pubbliche.

I guru che lo stanno preparando non li conosco: un po’ perché non vivo più a Roma e molto perché non me ne frega niente di seguire la parabola prodista.

Giuseppe Spezzaferro

 

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