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Oggi la colonizzazione è di segno opposto

Ius soli. Trasfusione al Pd di un milione di voti

Il dato elettorale di queste due tornate di giugno ha avviato il Pd verso la sconfitta alle elezioni politiche del prossimo anno. Lascio perdere se la batosta sia arrivata per colpa di Matteo Renzi oppure della scissione (gli scissionisti dalemianbersaniani non amano essere definiti tali perché la tradizione comunista condanna chi esce dal partito): al di là delle cause prossime o remote, c’è il fatto che il partito, il quale definisce sé stesso “democratico” per sottolineare che gli altri non lo sono, necessita di una trasfusione per compensare l’emorragia di voti.

Stiamo parlando di un intervento di grandi dimensioni che le teste d’uovo piddine vogliono sommare agli 80 euro, agli sgravi, alle assunzioni, etc.

In breve: l’accelerazione della legge che dà la cittadinanza per nascita sul territorio italiano (ius soli come negli Usa) è stata determinata dalla urgente necessità di acquisire consensi in grado di colmare i vuoti elettorali apertisi perfino nelle regioni cosiddette “rosse”.

Se diamo uno sguardo alle cifre, salta agli occhi che la “battaglia di civiltà” proclamata dal Pd&co. è una mera operazione elettoralistica.

Qui mi servo dei dati ufficiali e cioè delle note trasmesse dalla Camera dei deputati (ottobre 2015 n. 239) a cura di L. Borsi con la collaborazione di L. Formosa sotto il titolo “Stima dei beneficiari della riforma della cittadinanza”.

I BENEFICIARI

Se passasse la legge, dunque, «potrebbero acquisire la cittadinanza italiana i figli di immigrati nati in Italia dal 1999 ad oggi (ovvero ancora minorenni) i cui genitori sono in possesso del Permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo (cittadini extra Ue) o il “diritto di soggiorno permanente” (cittadini Ue)». E vediamo i numeri elaborati dall’ufficio studi: «I nati stranieri negli ultimi 17 anni sono 976 mila. Secondo una recente indagine Istat, circa il 65% delle madri straniere risiede nel nostro paese da più di cinque anni. Riportando questa percentuale e ipotizzando che nessuno di questi abbia lasciato l’Italia, si stima che i nati stranieri figli di genitori residenti da almeno 5 anni siano 634.592».

La legge prevede anche uno “Ius culturae” per dare automaticamente la cittadinanza. Copio e incollo dal sito parlamentare:

«Per calcolare gli alunni stranieri nati all’estero che hanno frequentato la scuola in Italia per almeno 5 anni, il dato di partenza è fornito dal MIUR, secondo cui nel 2015/2016 gli alunni stranieri nati all’estero erano il 58,7% degli alunni stranieri complessivi, ovvero 478 mila alunni. Escludendo gli iscritti alla scuola dell’infanzia e ai primi due anni della primaria (che sicuramente non hanno completato 5 anni di scuola in Italia) e gli iscritti all’ultimo anno di scuole superiori (in quanto maggiorenni), si può stimare che tra gli alunni restanti il 66,6% sia in Italia da 5 anni (riprendendo la percentuale di immigrati di lungo periodo riportata dal censimento 2011), arrivando a stimare 166.008 alunni nati all’estero che abbiano già completato 5 anni di scuola in Italia».

L’AGGIUNTA DELLO IUS CULTURAE

Conclusione? «Mantenendo fissa la stima dei nati da genitori residenti da oltre 5 anni (65%), è possibile calcolare una quota di 45-50 mila potenziali nuovi italiani ogni anno per ius soli. Inoltre, vanno aggiunti i 24.631 mila alunni nati all’estero che hanno frequentato la scuola dell’infanzia in Italia e in questo momento frequentano la prima e seconda classe della scuola primaria e che, nel giro dei prossimi due anni, avranno completato un quinquennio. Pertanto, si può ipotizzare che nei prossimi anni avranno diritto allo ius culturae dai 10 ai 12 mila bambini, dato peraltro in calo visto l’aumento dell’incidenza dei nati in Italia».

I DATI ELABORATI DALLA FONDAZIONE LEONE MORESSA

Vediamo un’altra fonte. Secondo l’elaborazione della Fondazione Leone Moressa su dati dell’Istituto di statistica e del ministero dell’Istruzione, «saranno oltre 800 mila i potenziali beneficiari della riforma della cittadinanza». La riforma – conclude lo studio della Fondazione – «avrà un forte impatto sulla popolazione italiana, riconoscendo la cittadinanza a circa l’80% dei minori stranieri residenti».

Adesso è chiaro a tutti o a qualcuno serve un disegnino? Domanda stupida, credo non serva. Stando così le cose, se io facessi politica indicherei alla popolazione la manovra in atto.

OGGI GLI ITALIANI SONO CONTRARI ALLO IUS SOLI

La battaglia sullo ius sanguinis resta importante, tanto più che oltre la metà degli italiani (54%) è oggi contraria, mentre un sondaggio Ipsos pubblicato nel 2011 mostrava che i favorevoli allo ius soli erano il 71% (contrari il 27%). I dati dimostrano che le opinioni (non idee, dunque, o pensieri) della cosiddetta pubblica opinione possono radicalmente cambiare. Un pazzo che si precipita sulla folla strillando che Allah è grande è più che sufficiente per spaventare la gente e farla diventare “razzista” nei confronti di tutti i musulmani e quindi degli immigrati.

Sono sillogismi semplici, gli unici comprensibili ai più: il musulmano è un terrorista, gli immigrati sono in maggioranza musulmani, gli immigrati sono terroristi. Amen.

Giuseppe Spezzaferro

 

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