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Ong. Il morbido Delrio contro il duro Minniti

Il ministro dell’Interno, il postcomunista Marco Minniti, è rimasto legato ai tempi del bastone e della carota. La punizione è una triste usanza del passato: al bambino, che non voleva mangiare la minestra, si diceva che sarebbe andato a letto senza cena, sicché il capriccioso rampollo si rassegnava a consumare l’aborrito pasto. Roba d’altri tempi. Oggi è un caso da telefono azzurro/rosa/ciclamino. Il bambino non vuole la minestra e quindi ha diritto a mangiare altro, qualcosa che mandi giù volentieri, così lui va a letto pieno e soddisfatto e i genitori non soffrono di sensi di colpa.

Minniti non può dare la carota alle Organizzazioni non governative (Ong) che hanno accettato le regole di condotte stilate per i salvataggi dei migranti e bastonare, invece, quelle che si sono rifiutate.

DEMOCRAZIA A SENSO UNICO

La democrazia è libera scelta; ma a senso unico. Mentre l’Ong ha tutto il diritto di non firmare i protocolli ministeriali, il ministro non ha nessun diritto di impedirne l’attracco nei porti italiani.

Secondo i liberi pensatori quello del governo è un “consiglio”. Se uno non lo accetta non paga pegno. Come il bambino ha diritto a rifiutare la minestra e il genitore non ha diritto di punirlo (e che siamo nel MedioEvo perbacco?!?) così la multinazionale “Medici senza frontiere” può fare ciò che meglio conviene straimpipandosene di un ministro di vecchio conio stalinista.

E il bello (o il brutto, dipende) è che un altro ministro, uno educato in parrocchia, si è schierato con le Ong refrattarie alla disciplina. Graziano Delrio ha il dicastero dei Trasporti e c’entrerebbe poco, ma la sua anima cristiana l’obbliga al perdono e perciò ha detto che i porti italiani non debbono rifiutare l’ingresso alle navi dei “dissidenti”.

PERDONO SENZA PENITENZA

A parte il fatto che il prete ti dà il perdono dopo che ti sei pentito (e a me non pare questo il caso), sarebbe interessante conoscere quali penitenze sarebbero lecite per le navi che non rispettano le regole.

Come sempre capita quando scoppia una polemica, altri politicanti governativi hanno preso posizione. È un’ottima occasione per andare in tv e guadagnare consensi.

Qualche malumore è comunque inevitabile ma sta di fatto che per un governo di “sinistra” è più facile fare scelte di “destra”.

Il presidente del Consiglio miracolato, lo sciapo Paolo Gentiloni, riuscirà a trovare la quadra tra l’anima parrocchiale e quella sezionale? Prevedo di sì: la mediazione è roba che s’impara da bambini. E il suk è luogo democristiano per eccellenza. Altro che Islam!

Giuseppe Spezzaferro

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