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Subprime e Welfare

Il 31 agosto 2007 è diventata una data importante per gli Stati Uniti. Il discorso del presidente Bush sulla crisi determinata dai “subprime”, infatti, va letto non soltanto come un intervento-toppa per evitare ulteriori danni all’economia statunitense. La valenza maggiore sta nel fatto che la Casa Bianca è intervenuta a “correggere” l’eccessivo liberismo. Avevamo già sottolineato che i mututi subprime sono il frutto di una deregulation che ha spianato la strada a tassi usurai. Il principio è: se vuoi una casa e hai un reddito basso, sottoscrivi un subprime, paga interessi altissimi e indebitati in eterno. Se ce la fai a diventare proprietario è la prova che sei stato un bravo americano. Se non ci riesci vuol dire che sei un miserabile incapace e perciò meriti di vivere in uno slum. E’ la conferma dell’american way: sei libero di creare il tuo destino, ma non t’aspettare niente dallo Stato. Beh, il discorso di Bush ha stemperato questo liberismo darwinista.

Il presidente ha annunciato un piano per aiutare cittadini e famiglie che hanno contratto mutui subprime e che ora rischiano di perdere la casa. Molti acquirenti di case sono infatti in ritardo con le rate o rischiano di perdere la casa perché sono stati, ha detto Bush, “eccessivamente ottimisti sul futuro del mercato immobiliare” oppure “possono non aver capito bene” i termini dei loro mutui o addirittura “essere stati tratti in inganno da istituti finanziari irresponsabili”. Il presidente ha incaricato il segretario al Tesoro, Henry Paulson, e il responsabile dell’edilizia, Alphonso Jackson, di lavorare su piani per “aiutare le molte famiglie ora in difficoltà a rifinanziare i mutui, onorare i loro pagamenti mensili e tenere le loro case”. La Fha (Federal housing administration) dovrà provvedere a rendere disponibili prestiti governativi più abbordabili per rifinanziare i mutui subprime, proporre al Congresso un regime fiscale più favorevole e una legislazione più stringente per gli istituti di credito. ”Il piano del governo – ha sottolineato Bush – prevede di rendere il mercato dei mutui subprime più trasparente, più accessibile e più giusto”. Ad evitare una interpretazione malevola, il presidente ha precisato che il governo non aiuterà gli investitori azzardati e che “un salvataggio degli speculatori non risolverebbe affatto i problemi”. “Non è compito dell’esecutivo – ha detto – predisporre piani di salvataggio per gli speculatori. Ma avere una casa di proprietà è sempre stato una parte preponderante del sogno americano”.

La Casa Bianca varerà un piano di riforma del programma di assicurazione della Fha mirato a dare più flessibilità all’agenzia, per consentire il sostegno a un numero maggiore di proprietari di case con mutui a tasso variabile. Il piano Bush consentirà anche ai proprietari che diventano insolventi, a causa dell’aumento mensile delle rate, come sta avvenendo nel caso dei mutui concessi tra il 2004 e il 2006, di ricorrere all’assicurazione dell’agenzia. Secondo le stime dovrebbero essere circa 2 milioni i mutui subprime che saranno rivisti al rialzo nei prossimi due anni, per un valore totale di oltre 500 miliardi di dollari. E con l’introduzione delle modifiche, circa 80mila proprietari in più potranno ricorrere al programma federale di assicurazione nel 2008, oltre ai 160mila che già ne usufruiscono.

“L’economia Usa è in salute – ha ricordato Bush all’inizio dell’intervento – La nostra economia è forte abbastanza per superare le turbolenze del mercato”. Il problema dei mutui subprime, ha rimarcato, “é modesto nel quadro complessivo delle cose ma è tutto tranne che modesto se sei una delle famiglie colpite”.

Bush ha anche detto che i mercati sono in una fase di transizione e che ci vorrà tempo prima che la crisi venga assorbita.

Il presidente della Fed, Ben Bernanke, aveva dato la notizia che le perdite dei mercati finanziari internazionali “hanno fino a ora superato anche le previsioni più pessimistiche”. Pertanto la banca centrale Usa è pronta a intervenire “se necessario” per fornire ulteriore liquidità e limitare gli effetti avversi sull’economia ma, ha aggiunto Bernanke, non “proteggerà gli investitori dalle conseguenze delle loro decisioni finanziarie”.
Giuseppe Spezzaferro

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