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Freud copiò da Nietzsche

Sossio Giametta, massimo studioso e curatore italiano delle opere di Friedrich Nietzsche, rivendica la superiorità del filosofo tedesco su due “miti”: Baruch Spinosa e Sigmund Freud.

Spinoza ed il suo “amore intellettuale per Dio”, per Nietzsche, spiega Giametta “é uno scricchiolio, una cosa misera: se è vero che Nietzsche in una cartolina all’amico Franz Overbeck, si dice meravigliato ed estasiato per cinque punti fondamentali (negazione del libero arbitrio, del finalismo, dell’ordinamento morale del mondo, dell’altruismo e del male) del pensiero di Spinoza, è altrettanto vero che – ne distrusse l’intera opera: con gli aforismi 349 e 372 della Gaia scienza e 198 di ‘Al di là del bene e del male’, sfodera le più micidiali bordate che siano mai state sparate contro Spinosa”.

Nell’aforisma 349 confuta il principio della ‘conservazione della sostanza’, che, annota Giametta, “é alla base del sistema di Spinoza la conservazione implica un progetto, un finalismo, che in natura non si dà: in natura vige lo spreco e la volontà di potenza, che fa e disfa, meta su meta”. Pure nell’aforisma 13, ‘Al di là del bene e del male’, “con una aggiunta rivoluzionaria: il metodo è economia di princìpi. Non la vittoria della scienza è ciò che distingue il secolo XIX, ma la vittoria del metodo scientifico sulla scienza”. Quindi con l’aforisma 372 distrugge la finalità stessa dell’Etica spinoziana, il noto ‘amor dei intellectualis’, che per Nietzsche, osserva Giametta, era “uno scricchiolio una cosa misera: io amo il sangue diceva Nietzsche”. E questo, continua Giametta, “é un colpo gravissimo inferto al sistema filosofico di Spinoza che fu ossessionato dall’idea di Dio sempre, pur se Dio è identificato con la natura (Deus sive Natura), che in realtà, con la sua strapotenza e indifferenza alle sue creature, porta lontano da Dio”. Così, nello scontro tra idealismo e realismo abbiamo Spinoza nel primo filone in compagnia di Cartesio e poi di Hegel, Fichte, Schelling. “Questo filone metteva in discussione la certezza del rapporto dell’uomo con la realtà – osserva Giametta – nel senso che quel che vediamo può non essere vero, essere un’illusione”. Tanto che tra ‘res cogitans’ (pensiero) e ‘res extensa’ (estensione), Spinoza, “nega esplicitamente che ci sia corrispondenza: per lui pensiero (res cogitans) ed estensione (res extensa) sono due attributi della stessa sostanza divina e l’ordine e connessione delle idee è identico all’ordine e connessione delle cose”. E Nietzsche da “critico distruttore quale era di ogni istanza costituita – evidenzia Giametta – di sistemi, religioni, morali, istituzioni, costumi, tutti fondati su falsità ed inganno, demolisce questo assunto: tutto parte dalla volontà di potenza, che egli ha derivato dalla ‘volontà di vivere’ di Schopenhauer, capovolgendone il pessimismo come Marx fece con l’idealismo di Hegel portato all’economia”.

Insomma, l’idea di Spinoza di “affidarsi a Dio, anche se si riferisce alla Natura” significa comunque rinunciare alla ricerca continua ed autonoma dell’uomo sull’uomo.

Altra verità da ripristinare secondo Giametta è questa: non è stato Freud a scoprire l’inconscio, l’irrazionale, ma sono stati Schopenhauer, seguito da von Hartmann, e poi Nieztsche: Freud lesse Schopenhauer e non ignorò Nietzsche, anche se disse di non volerlo leggere per non esserne influenzato. Aveva un allievo, Joseph Paneth, che ebbe rapporti con Nietzsche e che fece in qualche modo da tramite tra Nietzsche e Freud. Freud dunque conosceva Nietzsche, e anche se solo in parte, questo poteva bastare per iniziare a costruire la sua teoria sull’inconscio che, ripeto, non ha scoperto lui, perché prima di lui c’é stato Nietzsche con l’irrazionalismo, con la ‘volontà di potenza’ che allude a quel mondo profondo che sono gli affetti, le passioni, le emozioni. Nietzsche non ha avuto paura, ha provato a conoscere il ‘se stesso profondo’ (il Selbst), ossia l’irrazionale”. Insomma, a Freud può essere tolto il merito di aver scoperto l’inconscio o l’irrazionale che dir si voglia? “Penso proprio di sì – dice Giametta – é stato Nietzsche con la sua volontà di potenza ad aver inaugurato e costruito l’irrazionalismo, e con esso l’inconscio, il profondo se stesso dell’uomo”. Operazione questa lontana dalla speculazione di Freud ma non solo.

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