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Unhcr: non abbiamo soldi per gli stipendi

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha fatto sapere che potrebbe essere costretto a ridurre le operazioni attuali nel Darfur occidentale se non dovesse ricevere ulteriori finanziamenti in tempo breve. Ai programmi dell’ Unhcr in Darfur mancano attualmente 7,1 milioni di dollari su un totale richiesto per il Darfur nel 2007 di 19,7: ad oggi l’Agenzia ha ricevuto solo 12,6 milioni di dollari. L’Unhcr è preoccupato per la riduzione dei fondi perché indebolisce i programmi di protezione ed assistenza per gli oltre 2 milioni di sfollati interni e per migliaia di rifugiati ciadiani in Darfur, i cui numeri continuano ad aumentare. L’Unhcr ha pure lamentato carenza di fondi per gli stipendi dei funzionari.

L’Unhcr è in Darfur occidentale dal giugno 2004 con uffici ad El Geneina, Habila, Mornei, Mukjar e Zalingei; nel Darfur meridionale ha una sede a Nyala. Tra le attività dell’Agenzia ci sono: la promozione dell’accesso, per gli sfollati interni, alle vie legali per ottenere giustizia, la fornitura di aiuti di emergenza per le persone vulnerabili, il rafforzamento dei servizi essenziali, compresi i pozzi, le scuole ed i centri di assistenza sanitaria, così come gli sforzi volti ad evitare un ulteriore sfollamento attraverso microprogetti di riabilitazione dai quali traggono beneficio anche le comunità locali. Il regolare monitoraggio nelle aree di sfollamento contribuisce inoltre a garantire un ambiente più sicuro.

L’Agenzia continua ad essere seriamente preoccupata nel constatare che ancora non vi è stato un miglioramento significativo delle condizioni di sicurezza in Darfur. Al contrario, sono stati riferiti nuovi casi di sfollamento. Le persone continuano ad arrivare nei campi per gli sfollati interni, soprattutto nelle zone intorno ad El Geneina ed a Zalingei. Alcune famiglie stanno abbandonando le proprie case a causa della ripresa del conflitto e degli scontri a Sirba e a Jebel Marra nel Darfur occidentale, a Saraf Omra nel Darfur settentrionale e nella regione di Burma-Dafak nel Darfur meridionale. La presenza di vari gruppi armati, soprattutto nelle zone rurali, contribuisce ulteriormente all’esodo degli abitanti dei villaggi. La maggior parte dei campi profughi intorno a El Geneina ed a Zalingei hanno raggiunto la massima capienza. A causa dei continui arrivi, emergerà presto il bisogno di creare nuovi campi.

Circa 250mila nuovi sfollati sono stati costretti a fuggire quest’anno a causa dell’incessante violenza, unendosi ad altri due milioni di persone sfollate in precedenza.

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