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Darfur, lo scontro Francia-Cina

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità (25 settembre 2007) una risoluzione francese che chiede l’invio di una forza Ue-Onu in Ciad e Repubblica Centrafricana per proteggere i civili in fuga dalla propagazione del conflitto in Darfur. La risoluzione è stata approvata poche ore prima dell’intervento del presidente francese Nicolas Sarkozy a un vertice del Consiglio sui conflitti in Africa a margine dell’Assemblea generale.

Il prossimo 27 ottobre a Libia ospiterà un vertice tra il governo sudanese e i movimenti ribelli del Darfur, che nelle speranze dell’Onu dovrebbe mettere fine a un conflitto che dura ormai da quattro anni. Alla conferenza di pace in Libia spetta il compito di cercare una soluzione al conflitto che ha provocato una delle peggiori crisi umanitarie al mondo, e che ha portato gli Usa ad accusare il Sudan di genocidio. Un’accusa respinta da Karthoum. Esperti internazionali valutano in 200mila il numero dei morti e in 2 milioni quello dei profughi in Darfur dal 2003. Il governo del Sudan parla invece di 9.000 morti. Gheddafi, che promuove soluzioni africane a conflitti africani, ha ospitato già diversi incontri tra gruppi ribelli del Darfur, e ha anche cercato di raggiungere un accordo di pace tra Ciad e Sudan. Ma al tempo stesso ha denunciato il coinvolgimento di pacekeeping non africani nel continente come una nuova forma di colonialismo.

Va sottolineato che da qualche secolo la Francia ha interessi in Africa, non ultimo il petrolio. In Darfur, compagnie francesi (Total-Fina, etc.) hanno concessioni sotto mira della Cina che perciò appoggia Khartoum.

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