Vetrina / DIBATITTO / Società / La politica del gossip

La politica del gossip

E’ molto probabile che anni dopo I’avventura di Cristoforo Colombo ci fossero in Europa migliaia di persone ancora convinte che l’Oceano finisse a strapiombo sul nulla. A noi è capitato di sentire della brava gente affermare che le immagini del primo allunaggio erano un trucco degli americani. Nel caso della scoperta del Nuovo Mondo, gli aficionados di teorie smentite dai fatti potevano godere di un’attenuante: le notizie viaggiavano a dorso di mulo e non era colpa loro se le novità arrivavano con molto ritardo.
Nel caso della missione Apollo, Ia negazione dell’evento nasceva da una diffusa lettura della televisione come luogo della fantasia. Oggi, il teleutente è sufficientemente attrezzato per operare le giuste distinzioni fra le immagini della Bosnia e quelle di Terminator.
Ma cosa ha che fare tutto questo con Ia situazione politica? Con le consultazioni per il governo? C’è, purtroppo, una stretta connessione. Vediamo.
E’ stato scardinato un sistema che ha determinato il buono e il cattivo tempo per mezzo secolo. Sono scomparse antiche aggregazioni ed hanno fatto irruzione – modello invasioni barbariche – nuove formazioni. Un intero vocabolario di parole d’ordine è sparito dagli scaffali nei quali aveva troneggiato dal dopoguerra ed al suo posto è stato messo un glossario valido per tutti. O per quasi tutti. Migliaia di uomini ancient regime sono tornati nell’ombra e nuovi potenti si sono insediati nel Palazzo.
Insomma; c’è stata una rivoluzione. Che, peraltro, è tuttora in corso. I mezzi di comunicazione, superveloci quando non istantanei, hanno fatto arrivare la notizia ai quattro angoli del mondo. Se pure un aborigeno australiano continua a vivere nell’ignoranza di ciò che è successo in Italia, non vuol dire che ci siano attenuanti per chiunque, dalle Alpi al Lilibeo, continui a comportarsi come se niente fosse accaduto.
Comprendiamo le necessità di certuni: non vogliono rassegnarsi, credono fermamente in un miracolo che rimetterà tutto a posto com’era prima, fanno Ia guardia al proprio orticello nella convinzione di poter sopravvivere in autarchica serenità e rivendicano Ia coerente immobilità del palo telegrafico. Li comprendiamo con un senso di pena, che ci fa male al cuore. Li vediamo agitarsi nello sventolio di stendardi consunti e sorridiamo di compassione.
Poi, a mente lucida, ripensiamo a certi atteggiamenti e la umana
comprensione lascia il posto ad una profonda rabbia. Non si rendono conto che così facendo danneggiano la comunità nazionale più di una biblica carestia?
Silvio Berlusconi sta preparando il governo. Incontra sindacati, forze sociali, uomini di prestigio etc. Le opposizioni dovrebbero stare attente ai contenuti, essere pronte a bollare con marchio d’infamia proposte orripilanti nonché a sottolineare Ia vacuità di ipotesi di lavoro campate in aria. Sarebbero un po’ faziose, mostrerebbero un po’ di malafede e di prevenzione, privilegiando il preconcetto e il pregiudizio ma svolgerebbero il compito che una parte dell’elettorato ha loro affidato.
Cosa fanno invece? Pettegolezzi. II gossip è l’arma più potente della quale sembrano disporre.
E fanno un danno enorme. Non soltanto alla sinistra; e questo già sarebbe ignobile. Ma offendono Ia verità ed il rapporto di fiducia costruito con buona parte del popolo italiano. La chiarezza – nei ruoli, nelle funzioni, nelle idee – va ramengo.
E’ stato ampiamente dimostrato che Ia confusione nella campagna elettorale ha sortito effetti disastrosi. II gioco al massacro non può durare più di tanto. Giorgio La Malfa, che ha già ridotto l’edera ad un ago di pino, con tutto quello che c’è in ballo, che fa? Chiede a Gianfranco Fini di rinnegare il fu Giorgio Almirante. E così Gaetano Gorgoni, Guglielmo Castagnetti e Italico Santoro disertano la riunione della direzione repubblicana e chiedono al superbo rampollo un atteggiamento “costruttivo e responsabile”.
Su un altro versante, quello di Rifondazione Comunista, che pure si è distinta per coerenza e serietà, Eugenio Melandri chiede al presidente della Repubblica di bloccare Ia candidatura di Silvio Berlusconi al Parlamento europeo perché «sará impossibile limitare le apparizioni in tv di Berlusconi».
Per Maurizio Pieroni, senatore verde, l’ipotesi della creazione di un ministero per le grandi infrastrutture è – udite! udite! – «una provocazione anti-ambientalista». Sul fronte quercista ci sarebbe da scrivere un trattatello intitolato “Come perdere cantando vittoria”. Meno male che c’è qualcosa di meno becero che si muove. Per esempio, il mensile fondato da Bobbio e Foa “Reset” riporta un invito, firmato dall’economista Michele Salvati (uno degli esperti più ascoltati a Botteghe Oscure) a sostituire Achille I’Immortale.
Le dimissioni di Occhetto, secondo Salvati, mostrerebbero che «iI Pds è un partito come gli altri, che i segretari possono cadere se Ia loro linea è sconfitta».
Anche se fosse, Ia sinistra itaIiana continuerà ad essere ingessata, paraIizzata, irreggimentata e sterilizzata dal Bottegone. E’ un’enorme cappa di piombo che paralizza energie ed uomini. L’Italia ha bisogno di una sinistra viva, Iibera, autonoma, nuova e non certamente di quella che va a Wall Street a cercare conforti e unzioni e che sostiene un ex governatore ad occupare Palazzo Chigi in etemo.
Intanto, il presidente incaricato riceve i complimenti dei sindacati, del mondo agricolo, del Cnel e di quant’altri.
Giuseppe Spezzaferro

Commenti sul Sito e/o su Facebook

commento(i). Per commentare, puoi utilizzare il tuo account di Facebook

Controlla Anche

Renzi padre-figlio. Non è questo il… fatto

Marco Lillo ha pubblicato parte di un’intercettazione di una telefonata tra il figlio, Matteo, e …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.