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I cinquantenni non mollano

Il ministro speciale Tommaso Padoa-Schioppa se l’è presa con i giovani, chiamandoli bamboccioni perché non sono capaci di costruirsi il futuro e se ne stanno a casa coccolati da mamma e papà. E’ ovvio che si tratta di generalizzazione e che di giovani che con il coltello fra i denti a caccia di un posto al sole ce ne sono parecchi. Anche fra quegli altri, cioè tra quelli che non lasciano la casa paterna, ci sono degli arditi che però restano sconfitti dal precariato, dal caro affitti e – diciamolo – da una donna poco disponibile a fare sacrifici per impiantare una famiglia. Una rivista di psicopatica (“Riza”) ha fatto un’indagine intervistando 1.000 italiani di età fra i 20 e i 60 anni. Risultato? La forza di volontà si spegne a 30 anni: ben 6 giovani su 10 confessano di non sentirsi abbastanza coraggiosi e volitivi. Sono invece gli over 50 a dimostrare pelle dura e tenacia da vendere.

Secondo i dati della ricerca, il 62% degli intervistati ritiene di non essere abbastanza dotato di forza di volontà. Una percentuale sorprendente che mette in risalto come davanti alle difficoltà gli italiani si arrendano (31%) o si adeguino alle situazioni così come vengono (26%). E a ben vedere è proprio la fascia che va dai 25 ai 40 anni a dare maggiori segni di cedimento, se è vero che i “bamboccioni” corrisponderebbero al 63% del totale degli under 40 (in pratica 6 su 10). Sorprende al tempo stesso che sette italiani su dieci (72%) sostengono che la forza di volontà diminuisce con l’avanzare dell’età. Si tratta in realtà di un luogo comune contraddetto dalle risposte: fra gli over 50 solo il 20% degli intervistati (appena uno su cinque) dice di sentirsi privo di forza di volontà. Insomma, i “duri a morire” sarebbero ben 8 su 10.

Attorno ai 30 anni si cede perché non si hanno prospettive di lavoro (32%), perché non si hanno riscontri e soddisfazioni immediate (27%), perché ci si accorge che si deve cedere a dei compromessi (17%), ma anche perché si fatica dal punto di vista dei rapporti affettivi (7%).

Ma quali sono i fatti e le situazioni più comuni che contribuiscono ad indebolire determinazione e forza di volontà? Per i più giovani gli insuccessi negli studi (22%), genitori incapaci di incoraggiare (20%) e i fallimenti con l’altro sesso (18%). Fra i 30 e i 40 anni a falciare la forza di volontà ci pensano l’insoddisfazione sul lavoro (27%), un matrimonio rivelatosi troppo presto sbagliato (24%) o l’ambiente di lavoro troppo competitivo (23%). Verso i 50 gli ultimi superstiti crollano perché si ritrovano fuori mercato dal punto di vista lavorativo (28%), per colpa dei figli (25%) o per l’indifferenza del partner (20%).

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