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La Rivoluzione d’Ottobre a Palazzo Madama

Le polemiche e le baruffe che incendiano – come fuochi di paglia – l’attuale vita politica italiana non c’interessano granché. E crediamo non interessino nemmeno gli internettuali che leggono queste pagine. Ma ci sono sempre le classiche eccezioni alle ancor più classiche regole. Ed è questo il caso.

Il senatore di Rifondazione comunista, Fosco Giannini (classe 1952) è intervenuto così a Palazzo Madama: “Mi lasci parlare con il cuore: viva la Rivoluzione d’Ottobre, viva Antonio Gramsci, viva Giuseppe Di Vittorio, viva i morti di Reggio Emilia, viva il socialismo!”. Lo sfogo è stato partorito da un servizio Rai (che il compagno marchigiano ha definito “vergognoso”) “in cui è stato esplicitamente detto che la Rivoluzione d’Ottobre è stata solamente un sanguinoso colpo di stato, che ha messo fine alla vera rivoluzione, quella menscevica, che ha prodotto solo un nuovo zarismo, che ha gettato la Russia nel sangue e nella violenza, che ha esportato con la forza l’orrore nel mondo, che la Rivoluzione d’Ottobre ha favorito il sorgere del fascismo in Italia, che lo steso nazismo sarebbe nato per combattere il mostro del comunismo, che la storia avrebbe dimostrato che comunismo e nazismo sono la stessa cosa che infine il comunismo avrebbe manipolato i contadini e gli operai italiani”. Il senatore rifondazionista ha concluso ricordando che il servizio del Tg2 “si è chiuso con le immagini di manifestazioni operaie italiane degli anni ’60 con le bandiere rosse” e dichiarando con orgoglio: “Io mi sono alzato in piedi come si alzavano in piedi i contadini di Di Vittorio di fronte ai padroni delle terre. Mi sono alzato in piedi, senza togliere il cappello, per dire a tutti che questo servizio televisivo è stato contro la democrazia, contro la storia, contro la civiltà”. Giannini ha concluso: “La Rivoluzione d’Ottobre ha dimostrato che i padroni non sono figli di Dio, non favorì il fascismo ma sconfisse il nazifascismo”.

Il senatore azzurro, Lucio Malan, ha replicato con ironia fin troppo facile: “Questa mattina abbiamo avuto una buona notizia dal senatore Giannini: una volta ogni tanto anche la televisione pubblica ci dice la verità. Purtroppo gli studenti delle scuole vengono generalmente indottrinati con quella grottesca visione della Rivoluzione d’Ottobre e di altri avvenimenti del genere che invece ci ha riferito il senatore Giannini. Per ricordare alcuni dettagli, nei soli cinque mesi seguiti alla Rivoluzione d’Ottobre ci sono state più uccisioni e più condanne a morte, senza contare quelle extragiudiziali, che negli ultimi novant’anni del regime zarista”. Il leghista Roberto Castelli è stato sarcastico più del solito: “Ritengo che, al di là del merito, il discorso di Giannini sia assolutamente interessante e chiedo che la registrazione sia acquisita e trasmessa dalla Rai perché gli italiani devono sapere chi i senatori a vita e i cosiddetti moderati alla Follini tengono in vita in questo governo. E’ stata un’operazione di verità! Questo intervento deve essere pubblicizzato il più possibile su tutte le reti nazionali!”. Forte ma pacato il professor Rocco Bottiglione ha commentato: “Il giudizio sulla Rivoluzione d’Ottobre è ancora una discriminante fondamentale nella politica del nostro tempo ed è difficile negare che essa sia stata una rivoluzione contro un governo democraticamente eletto, la quale ha ucciso nella culla la nascente democrazia russa. Questo non è un mio giudizio, ma un’opinione largamente diffusa tra la storiografia, e porta la firma di una grande vittima e testimone, cioé Alexander Solgenitsin”. Il professore-filosofo ha anche ricordato che quando Solgenitsin su suo invito andò in Liechtenstein per ricevere la laurea honoris causa, “ripeteva che tutto questo era accaduto perché avevamo dimenticato Dio, perché l’Europa aveva vissuto un momento di Ubris che l’aveva allontanata dalle sue radici cristiane. I legislatori europei farebbero bene a ricordarlo!”. Poi è intervenuto nel merito: “Il fascismo nasce come risposta al comunismo. Non vi è una giustificazione del comunismo come lotta antifascista, ma è il contrario! Il nazionalsocialismo è anch’esso una risposta al comunismo, che tenta di superare in orrore, e forse vi riesce, ma partendo dalla medesima impostazione fondamentale. Davanti a questo orrore, si erge la resistenza della coscienza dell’Europa. Non si può parlare di comunismo senza ricordare Lech Walesa, senza ricordare Solidarnosc, senza ricordare Giovanni Paolo II, perché quell’orizzonte di violenza e distruzione cede davanti ad una testimonianza disarmata, alla testimonianza della coscienza”. Il senatore Buttiglione ha anche auspicato “che bisognerebbe portare gli studenti oltre che ad Auschwitz, anche a Kolyma, i campi di concentramento comunisti”. Ha anche citato qualche episodio (la morte di Popieluszko e la misteriosa scomparsa di 50mila persone nella sola giornata del 13 dicembre 1981) sottolineando: “E questo sarebbe il governo degli operai e dei contadini? Ma gli operai e i contadini hanno condannato questo governo recandosi ai cancelli di Danzica con le immagini di Giovani Paolo II e la Madonna di Czestochowa. Vogliamo parlare del comunismo?”. Emiddio Novi (Forza Italia) provocatore più che mai ha replicato a Giannini: “Vorrei ricordare che la rivoluzione d’ottobre e il comunismo hanno combattuto il nazifascismo alleandosi con Hitler per aggredire la Polonia con il patto Ribbentrop-Molotov, quindi per ben due anni il comunismo sovietico è stato alleato fedele dei nazisti. Così ha combattuto con la rivoluzione di ottobre il nazionalsocialismo e il fascismo”.

Lo “spaccato” di Storia che viene fuori dagli interventi di illustri senatori della Repubblica italiana la dice lunga su come siamo malcombinati in Italia. Ci vorrà ancora parecchio tempo prima di riuscire a dire tutta la verità sui lager, sui gulag eccetera ecceterone.

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