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L’ascensore a Roma e lo stupro a New York

Non entro mai in un ascensore se c’è una donna sola. Ho paura. Mi vedo aggredito da una folla inferocita mentre quella strilla che le ho messo le mani addosso. Anche in metropolitana o sull’autobus cerco di non trovarmi dietro ad una donna. Sì, sono esagerato, ma non ci posso fare niente. Non mi fido. La tentazione di andare sul telegiornale, di essere invitata a parlare della tragedia vissuta, è forte e non tutte le donne sono capaci di resistere.
A dire la verità, i casi sono ancora pochi rispetto alle opportunità. E’ vero che una parte resta nascosta perché il violentatore paga un bello scotto. Ci sono anche casi nei quali lei si vergogna o preferisce che non si sappia. Ma è strano che non ci sia un’epidemia di stuprate o di molestate. E’ probabile che molti facciano come me e perciò non danno nessun appiglio, non lo so. Una cosa è certa: la donna che denuncia un maschio accusandolo di un reato sessuale è creduta a prescindere. Se qualcuno ci prova a insinuare il dubbio, viene immediatamente seppellito da una valanga di accuse. Fino a ieri, si poteva tranquillamente sottolineare che le prove non c’erano, che il racconto della violenza subita aveva buchi di tempo e di azione, che era meglio aspettare i risultati delle analisi e quant’altro. Oggi, non si può. E’ un altro tabù imposto in una società che si autodefinisce nella libertà di pensiero.

La puttana non è proprio come la vacca in India

Non ci sono più attenuanti. Sei condannato per stupro pure se hai penetrato una puttana di strada. Basta che la donna dica “no” e se non ti fermi sei un violentatore. La puttana in Italia non è proprio come la vacca in India, però. E’ sacra e non la puoi toccare se non è d’accordo; se non le dai i soldi che vuole ti denuncia per stupro e ti manda in galera. Se soddisfi le sue richieste, la puoi toccare quanto ti pare e pure di più.
Ho sentito racconti di ragazzine che si divertono ad eccitare il compagno fino al massimo, dopodichè dichiarano di aver cambiato idea lasciandolo… com’è fin troppo facile immaginare. Una delle cause che spingono molti giovani ad avere rapporti omosessuali è questa moderna prepotenza femminile. Niente di straordinario. La donna tende per natura ad occupare spazio e ad imporsi, ma ha trovato nel corso dei tempi un limite nella forza del maschio. Che non è soltanto quella bruta, del maschilista ottuso e violento. Ma questo è un discorso che mi porterebbe troppo lontano e perciò torno all’attualità.

Oggi le donne sono le più forti; in tutti i sensi. E’ bella che superata la letteratura che raccontava l’Italia del boom con il maschio costretto ad inventare trucchi per andare alla partita di pallone o per evitare di andare in gita con la suocera. Quel maschio è lasciato libero anche di andare in trasferta con la squadra del cuore. La femmina non lo trattiene. Sa che ci sono molti maschi che del calcio se ne fregano. Oppure se ne sta tranquilla con le amiche e spesso ci fa pure un po’ di giochetti erotici. Il maschio ha tanta libertà quanta ne serve alla femmina. Ma stiamo in Occidente, un’area dominata dalla cultura americana che è storicamente “femminile”. Ci sono ancora milioni di donne costrette in schiavitù, che non possono guidare la macchina, che non possono entrare da sole in un locale pubblico, che debbono coprire il volto, che… eccetera. Le donne di casa nostra combattono per la libertà di quelle, dando così maggior vigore alle loro battaglie per la cosiddetta parità. Ma anche questo è un tema che ci porterebbe troppo lontano. Mi rifaccio semplicemente a un lirico greco che venticinque secoli fa cantava: “O Zeus, di tanti mali certo la donna è il peggiore, ma come farne a meno?”. Sono d’accordo al diecimila per cento e mi dispiace proprio di non ricordarmene il nome.

L’economista e la cameriera bugiarda

La notizia è che la cameriera stuprata dal potente macho Dominique Strauss-Kahn non è, per così dire, una persona perbene. A New York, il ricco candidato alla presidenza della Repubblica francese era stato accusato di stupro da una donna di servizio dell’albergo dov’era stato ospite. La donna, per giunta negra (preciso: negro in italiano non è dispregiativo come negli Usa; l’etimologia è latina, niger), aveva raccontato di essere stata presa con la violenza dall’uomo sbucato nudo all’improvviso dalla doccia.
Nessuno ha avuto dubbi. Il sessantenne economista era già noto per la passione “eccessiva” per l’altro sesso. Andare a caccia di donna non è ancora di per sé un reato ma è un comportamento spregevole e deprecabile sicuramente da condannare. Diverso è se hai predilezioni omosessuali. In questo caso raccogli solidarietà e affetto. In Italia, il can can, che si scatena se una escort denuncia un politico per averla palpeggiata, diventa di breve durata e di debole intensità se un politico è fotografato a “colloquio” con un transgender. Scorrete un po’ di cronache italiane e vedrete che è così. C’è anche l’aggravante che chi predilige le donne è solitamente di destra (una volta si diceva “fascista” tout court).
La Grande Mela, dunque, si era rivelata una trappola per il prestigioso economista direttore generale del Fondo monetario internazionale. Una onesta lavoratrice negra aveva dovuto sottostare alle voglie di uno degli uomini bianchi più potenti del globo e lo aveva denunciato. La debole donna non aveva venduto il proprio onore, aveva difeso la dignità di donna. Anzi, la dignità di tutte le donne.
Molti però hanno dimenticato che il fattaccio è accaduto negli States che, dite tutto quello che vi pare, tutela davvero i diritti della difesa. Lì non c’è un magistrato che ti schiaffa in galera in attesa che tu confessi un crimine che lui non è in grado di dimostrare. Oltreoceano è la pubblica accusa che deve dimostrare la tua colpevolezza. Non è come in Italia dove è l’accusato che deve dimostrare di essere innocente. Gli inquirenti americani mettono a disposizione della difesa tutte le prove che trovano. Anche quelle che indeboliscono l’impianto accusatorio.
Gli yankee bombardano senza pietà, sostengono la loro leadership mondiale con cinica determinazione, impongono al mondo il loro modello di vita… l’elenco delle accuse è lungo una quaresima, ma sulle libertà individuali sono imbattibili.

Per gli americani la libertà d’opinione è una cosa seria

Negli Stati Uniti puoi sfilare incappucciato, imbracciando una croce di fuoco e strillando la superiorità della razza bianca su quella negra (lì nigger è offensivo). Nessuno ti denuncia per odio razziale, per apologia di genocidio, per appoggio esterno eccetera. Là puniscono gli atti, non le parole. Elevare inni a favore della strage di tutti i nigger non è reato. Ti può capitare una folla di nigger incazzati che ti spaccano le croci sul groppone, ma nessuno si mette a ripubblicare articoli chiedendo di schiaffarti in galera. E’ notizia recente che la Suprema Corte (le cui decisioni non sono mai scontate o prevedibili… come succede per la nostra Consulta) ha deciso che bruciare una bandiera a stelle e strisce non è reato perché è una libera manifestazione di opinione.
La libertà gli americani la prendono sul serio. Perciò Dominique Strauss-Kahn per ottenere gli arresti domiciliari aveva dovuto sborsare una cauzione di sei milioni di dollari. Se analoga richiesta l’avesse fatta un cittadino povero in canna, la cauzione sarebbe stata infinitamente minore. Un altro parametro di giustizia: chi ha di più paga di più.
Gli inquirenti indagano e scoprono che la cameriera ha raccontato un fracco di bugie. Questo non significa automaticamente che le sue accuse siano false, ma gli americani seguono il semplice principio che se menti su una cosa è probabile che menti pure su un’altra cosa. Sono infantili? Direi proprio un “no” forte e chiaro. Comunque sono fatti così: per loro la falsa testimonianza equivale ad un omicidio, più o meno.
Le bugie scoperte non hanno fatto cadere l’accusa di stupro, ma hanno alleggerito la posizione dell’imputato, il quale ha riacquistato libertà di movimento con l’unico divieto di non uscire dagli Usa.
L’economista aveva dichiarato che il rapporto era stato consenziente. La donna l’aveva negato. Dopo che il tribunale ha scoperto che sul conto corrente della cameriera uno spacciatore aveva versato nell’ultimo mese centomila dollari e che in una telefonata con lui la donna aveva manifestato l’intenzione di spremere dalla vicenda più quattrini possibile, sarà meno difficile per la difesa di Dominique Strauss-Kahn sostenere la tesi del rapporto consenziente. Quanto vale oggi la parola di una donna già scoperta a mentire?

Ma, ripeto, in Italia è diverso. Perciò, signorina prego salga prima lei. Io aspetto un amico per prendere insieme l’ascensore.
Giuseppe Spezzaferro

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