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Marò sequestrati in India: sconfitta comunista

Anoop Jacob del KC(J) – Kerala Congress (Jacob) – ha vinto le elezioni a Piravom con 82.756 voti. L’United Democratic Front (UDF) mantiene così la maggioranza di governo. Come avevo ricordato nell’articolo sul sequestro del maresciallo Massimiliano Latorre e del sergente Salvatore Girone, i due fucilieri del San Marco accusati di omicidio, l’appuntamento elettorale rivestiva una importanza particolare.
Lo Stato del Kerala, infatti, era stata una roccaforte comunista fino alle ultime elezioni quando aveva vinto la coalizione che fa capo al partito di Sonia Gandhi. L’episodio dei due marò aveva riattizzato i sentimenti anti-italiani e riacceso le speranze del partito comunista di riprendersi il seggio di Piravom. Una vittoria del candidato del Communist Party of India (Marxist) avrebbe inoltre messo in crisi il governo riducendone la già risicata maggioranza.
La campagna elettorale comunista aveva mirato a rastrellare i voti dei pescatori (i marò sono accusati di aver ucciso due pescatori) promettendo loro la massima giustizia e contando sullo stato d’animo anti-italiano di parte della popolazione. E per non perdere voti, il governo, cioè il Fronte democratico unito, ha mostrato severità nei confronti dei marò. Perciò avevo scritto che due fucilieri erano due ostaggi elettorali.
Anoop Jacob è il figlio del fondatore del partito KC(J), T.M. Jacob, (non so a cosa corrispondessero le iniziali T.M.) morto il 30 ottobre dell’anno scorso. A poche ore dalla vittoria, l’UFD ha annunciato che al giovane vincitore sarà assegnata una poltrona ministeriale.
Il rapimento di due italiani nello Stato dell’Orissa non so quanto alleggerisca la posizione dei marò. Il governo indiano ha preso contatto con i guerriglieri maoisti per garantire il rilascio di Paolo Bosusco e Claudio Colangelo. I rapitori li accusano di fotografare alcune donne di una tribù che facevano il bagno in un fiume. Pare che si organizzino dei veri e propri “safari umani” per fotografare indigeni nudi in quella regione e nelle isole Andamane.
Se i servizi segreti italiani siano intervenuti o meno, non lo so. Ma se l’avessero fatto, il rapimento ad opera dei guerriglieri maoisti sarebbe stata una bella mossa. Ora la bilancia del contenzioso pende di più a sfavore del governo indiano.
Giuseppe Spezzaferro

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