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Bankitalia, il governatore federalista che non ama i politici

Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha svolto le tradizionali Considerazioni finali con un piglio poco paludato.
In un passo, che qui riporto integralmente, emergono una pulsione federalista e un malcelato disprezzo per il ceto politico dominante in Italia.
Ha detto Visco:
“L’unione monetaria europea ha suggellato in questi anni l’integrazione economica, rilanciandola. I paesi tradizionalmente più virtuosi hanno dato al resto dell’area un contributo speciale: l’esempio di buone politiche, oculate nella spesa pubblica e attente alle necessità di un sistema produttivo strutturalmente competitivo, di una concordia nazionale di fondo intorno agli obiettivi della stabilità dei prezzi e della coesione sociale. Hanno beneficiato di una valuta forte ma non sopravvalutata, dell’assenza di svalutazioni competitive, di un mercato più ampio di quello nazionale, di facile accesso. I paesi, come il nostro, che venivano da ripetute crisi inflazionistiche e valutarie ne hanno ricavato prezzi stabili e tassi d’interesse bassi, due fondamentali precondizioni di sviluppo economico. Ne abbiamo profittato poco.
Inerzia politica, inosservanza delle regole e scelte economiche errate hanno favorito l’emergere di squilibri interni, a lungo offuscati dall’euro e ignorati dai mercati, che rischiano oggi di mettere a repentaglio l’intera costruzione. Si avverte la mancanza di fondamentali caratteristiche di una federazione di Stati: processi decisionali che favoriscano l’adozione di politiche lungimiranti, nell’interesse generale; risorse pubbliche comuni per la stabilità finanziaria e per la crescita; regole davvero condivise e azioni concordate e tempestive sul sistema finanziario e sulle banche. Sono compiti e condizioni che esorbitano dalla sfera d’azione del Sistema europeo di banche centrali: investono responsabilità politiche, nazionali e comunitarie. L’Eurosistema, la Banca centrale europea, non possono essere chiamati a farsene carico; possono colmare vuoti temporanei d’azione, contribuire alle analisi e al disegno delle politiche”.

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