Archivio autore: Giuseppe Spezzaferro

Il ‘68 di uno che c’era - 12

C’era un interrogativo che accomunava tutti nella protesta generale. Era una domanda egoista nel senso che non riguardava i rapporti Est-Ovest, la fame nel mondo, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la falsa democrazia eccetera ecceterone. Ci chiedevamo: ma questa università a che serve? la scuola a cosa ci prepara? Chi seguiva le tesi che a cascata […]

Il '68 di uno che c'era - 11

Nel Gruppo del Teatro eravamo tutti reduci, eppure il reducismo non aveva cittadinanza. Chi era stato battezzato “combattente” a Valle Giulia s’era dovuto rassegnare a raccontare le proprie imprese ad amici e conoscenti, ma lì dentro si discuteva d’altro. Il fatto è che eravamo tutti reduci da battaglie combattute fin da ragazzi. Perfino in trattoria, […]

Il '68 di uno che c'era – 1 Documenti

In molti mi hanno chiesto di approfondire la vicenda degli scontri del ’66 e della morte di Paolo Rossi. Ripeto: non c’ero. Ma ormai ne ho parlato e non posso ignorare le richieste. E’ ovvio che di quei fatti ho sentito le versioni di quelli che c’erano. Alcuni li ho conosciuti bene perché con loro […]

Il '68 di uno che c'era – 10

M’ero ripromesso di ignorare l’alluvione di rievocazioni e interventi che invadono stampa, radio, tv e web nel quarantennale del Sessantotto. Non volevo immergermi in un fiume tracimante che ricopre d’acqua non sempre limpida un periodo che ha subito lo stesso destino della guerra civile scoppiata in Italia nelle fasi conclusive della seconda guerra mondiale. Nella […]

Il '68 di uno che c'era – 9

Il dibattito sul modello di sviluppo economico fu relativamente più tranquillo. Eravamo tutti a favore dell’intervento dello Stato. Sulle modalità c’era qualche differenza. In Jugoslavia erano in vigore dai primi anni Sessanta alcune leggi, volute da Tito, che avevano allentato la morsa statale sull’economia. All’epoca, la pianificazione era la ricetta imposta da Mosca a tutti […]

Il '68 di uno che c'era – 8

I movimenti cui demmo vita dopo l’esperienza… teatrale si distinsero anche per la particolare attenzione alla politica estera. Non fu, però, facile trovare una linea comune. Alcuni di noi avevano una visione complottista derivante in buona parte dalla lettura di un libro (“I Protocolli dei Savi di Sion”) che aveva raccontato nel Novecento della congiura […]

Il '68 di uno che c'era – 7

Un paio d’anni fa sono tornato alla Sapienza. Avevo un appuntamento a Scienze politiche e siccome ero in anticipo andai a rivedermi il teatro. Rimasi un po’ lì davanti sforzandomi di riappropriarmene con la mente, ma niente da fare. Era oramai un corpo estraneo. Quella mattina capii cosa avesse voluto dirmi, anni prima, un emigrato […]

Il '68 di uno che c'era – 6

Si faceva notte a furia di discutere. Alla mensa universitaria le discussioni continuavano coinvolgendo anche vicini di tavolo. All’epoca c’erano i camerieri che servivano ai tavoli e si aspettava parecchio per trovare posto. Noi avevamo tavoli riservati, nel senso che il cameriere metteva sotto la caraffa dell’acqua i tagliandi dei pasti con un duplice risultato: […]

Il '68 di uno che c'era – 5

Il gruppo del teatro s’andava allargando. L’arrivo di ragazze interessate ai nostri discorsi portò un po’ di scompiglio. La partecipazione femminile alla politica era confinata in ambienti femministi, nelle sezioni comuniste e nei gruppi extraparlamentari che s’erano originati dal Pci. Era molto diffusa la mentalità secondo la quale una donna che frequentava ambienti di uomini […]

Il '68 di uno che c'era – 4

Uno dei punti di forza del gruppo del teatro era che in maggioranza eravamo fuorisede. La pattuglia più grossa era sudista: calabresi, pugliesi, campani, lucani, siciliani. C’erano un bel po’ di laziali: di Velletri, Cassino, Frosinone, Latina e non ricordo più di quale altro paese. La minoranza era romana. Tutti giovani di belle speranze e […]

Il '68 di uno che c'era – 3

Il gruppo del teatro era a metà strada tra un think tank ed un gruppo in autoanalisi. Ciascuno metteva sul piatto le proprie idee, i propri convincimenti, le proprie opinioni senza autocensure. Emergevano anche tabù, superstizioni o semplicemente false informazioni: per esempio uno dei marxisti-leninisti negava che Lenin fosse stato finanziato dal Kaiser al fine […]

Il '68 di uno che c'era – 2

Qualcuno è arrivato a dire che il terrorismo brigatista è figlio del ’68. Purtroppo gli aspiranti analisti danno libero corso all’immaginazione (male interpretando l’Imagination au pouvoir) e sognano scenari con i quali tessono il filo del ragionamento. Non sono immediatamente classificabili come dietrologi, ma hanno parecchi punti in comune con gli esegeti di “misteri”. Il […]

Il Sessantotto di uno che c'era – 1

Quarant’anni fa il Sessantotto. Le rievocazioni – interviste, articoli, inchieste, libri e convegni – ripetono schemi interpretativi che mi permetto di definire sostanzialmente estranei, oltre che fuorvianti. Ci sarà senz’altro qualche eccezione, e come internettuale sarei lieto di venirne a conoscenza. Qui, mi limito a qualche annotazione, giustificato dal fatto che in quegli anni sono […]