Archivio autore: Giuseppe Spezzaferro

Nel film “I compagni” (1963, regia di Mario Monicelli) c’è un maestro che la sera insegna a leggere e a scrivere agli operai di una fabbrica tessile torinese. Perché? Perché nel 1882 era stata varata una riforma elettorale che dava il diritto di voto a tutti i maschi sopra i 21 anni che sapessero leggere [...]
Analfabetismo e mignolo di lettura
0 Commenti Autore : Giuseppe Spezzaferro 9 Marzo, 2009 in Segmenti
Fanno bene gli editori dei giornali italiani a chiedere forti sostegni pubblici; soprattutto con la crisi in atto. Sono imprenditori e mirano agli utili; non sono missionari smaniosi di glorie spirituali. Carlo Malinconico, presidente degli editori italiani, ha chiesto tutt’insieme: «Misure di politica industriale, come il credito d’imposta per l’acquisto della carta, per l’innovazione, gli [...]
Il Sessantotto di uno che c’era - 14
2 Commenti Autore : Giuseppe Spezzaferro 24 Novembre, 2008 in Segmenti
La protesta studentesca di questi giorni ha fatto riemergere una vecchia questione che riassumo così: contestare è prerogativa delle sinistre? Vige una riedizione dell’arco costituzionale che dà legittimità alla protesta di alcuni e la nega a quella di altri?
Ai giovani che non sanno ed ai vecchi che non ricordano, dedico qualche rigo per spiegare l’espressione [...]

A proposito del percorso di unificazione politica dell’Europa, sono anni oramai che vado dicendo e scrivendo che le leggi dell’economia avrebbero prima o poi costretto l’Ue a darsi un governo unitario. Se la Fed – dicevo – ha qualche problema, può telefonare alla Casa Bianca. Se la Bce è in difficoltà, a chi telefona? Era [...]
Svuotiamo la Terra: tutti in Texas
0 Commenti Autore : Giuseppe Spezzaferro 2 Ottobre, 2008 in Segmenti
Una delle parole d’ordine del mondo contemporaneo è “controllo delle nascite”. Siamo troppi, dicono gli esperti, e la Terra non ci può sopportare all’infinito. Negli ultimi decenni non si contano le campagne scatenate a livello mondiale per limitare le nascite. In Italia, hanno avuto un effetto devastante: oggi siamo un popolo di vecchi e, grazie [...]
Il Sessantotto di uno che c’era - 13
1 Commento Autore : Giuseppe Spezzaferro 25 Settembre, 2008 in Segmenti
Il 16 gennaio del 1969 a Praga uno studente di filosofia si cosparge di benzina e si dà fuoco. Il suicidio del giovane ha l’effetto di un’atomica. Quella torcia umana nella grande piazza dominata dalla statua di San Venceslao è un atto d’accusa al quale non possono sfuggire né Mosca né i filo moscoviti sparsi [...]

C’era un interrogativo che accomunava tutti nella protesta generale. Era una domanda egoista nel senso che non riguardava i rapporti Est-Ovest, la fame nel mondo, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la falsa democrazia eccetera ecceterone. Ci chiedevamo: ma questa università a che serve? la scuola a cosa ci prepara? Chi seguiva le tesi che a cascata [...]

Nel Gruppo del Teatro eravamo tutti reduci, eppure il reducismo non aveva cittadinanza. Chi era stato battezzato “combattente” a Valle Giulia s’era dovuto rassegnare a raccontare le proprie imprese ad amici e conoscenti, ma lì dentro si discuteva d’altro. Il fatto è che eravamo tutti reduci da battaglie combattute fin da ragazzi. Perfino in trattoria, [...]
Il ‘68 di uno che c’era – 1 Documenti
0 Commenti Autore : Giuseppe Spezzaferro 3 Maggio, 2008 in Documenti, Segmenti
In molti mi hanno chiesto di approfondire la vicenda degli scontri del ’66 e della morte di Paolo Rossi. Ripeto: non c’ero. Ma ormai ne ho parlato e non posso ignorare le richieste. E’ ovvio che di quei fatti ho sentito le versioni di quelli che c’erano. Alcuni li ho conosciuti bene perché con loro [...]

M’ero ripromesso di ignorare l’alluvione di rievocazioni e interventi che invadono stampa, radio, tv e web nel quarantennale del Sessantotto. Non volevo immergermi in un fiume tracimante che ricopre d’acqua non sempre limpida un periodo che ha subito lo stesso destino della guerra civile scoppiata in Italia nelle fasi conclusive della seconda guerra mondiale. Nella [...]

Il dibattito sul modello di sviluppo economico fu relativamente più tranquillo. Eravamo tutti a favore dell’intervento dello Stato. Sulle modalità c’era qualche differenza. In Jugoslavia erano in vigore dai primi anni Sessanta alcune leggi, volute da Tito, che avevano allentato la morsa statale sull’economia. All’epoca, la pianificazione era la ricetta imposta da Mosca a tutti [...]

I movimenti cui demmo vita dopo l’esperienza… teatrale si distinsero anche per la particolare attenzione alla politica estera. Non fu, però, facile trovare una linea comune. Alcuni di noi avevano una visione complottista derivante in buona parte dalla lettura di un libro (“I Protocolli dei Savi di Sion”) che aveva raccontato nel Novecento della congiura [...]

Un paio d’anni fa sono tornato alla Sapienza. Avevo un appuntamento a Scienze politiche e siccome ero in anticipo andai a rivedermi il teatro. Rimasi un po’ lì davanti sforzandomi di riappropriarmene con la mente, ma niente da fare. Era oramai un corpo estraneo. Quella mattina capii cosa avesse voluto dirmi, anni prima, un emigrato [...]

Si faceva notte a furia di discutere. Alla mensa universitaria le discussioni continuavano coinvolgendo anche vicini di tavolo. All’epoca c’erano i camerieri che servivano ai tavoli e si aspettava parecchio per trovare posto. Noi avevamo tavoli riservati, nel senso che il cameriere metteva sotto la caraffa dell’acqua i tagliandi dei pasti con un duplice risultato: [...]

Il gruppo del teatro s’andava allargando. L’arrivo di ragazze interessate ai nostri discorsi portò un po’ di scompiglio. La partecipazione femminile alla politica era confinata in ambienti femministi, nelle sezioni comuniste e nei gruppi extraparlamentari che s’erano originati dal Pci. Era molto diffusa la mentalità secondo la quale una donna che frequentava ambienti di uomini [...]


