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	<title>Commenti per internettuale.net</title>
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	<description>Internettuale.net. L’uomo di oggi. E, forse, di domani...</description>
	<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 07:15:17 +0000</pubDate>
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		<title>Commenti su I compagni e la scuola di Iosonostile</title>
		<link>http://www.internettuale.net/2009/06/15/i-compagni-e-la-scuola/#comment-103</link>
		<dc:creator>Iosonostile</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 11:34:36 +0000</pubDate>
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		<description>Caro artMobbing,
visto che sei entrato in dettagli di bilancio, affrontando soltanto di striscio la catastrofe culturale causata dalla sinistra - quella dell'omologazione delle coscienze - essere antifa' è un dovere costituzionale, per capirci - rispondo proprio sul fronte dell'ottimizzazione degli sprechi.

il sistema universitario italiano brucia soldi inutili. in molti settori.

quello che sta facendo questo governo è cercare di eliminare spese tipo i soldi per tenere in vita il "corso di autocoscienza antropologica sull'importanza del linguaggio mimico nelle civiltà africane": studenti uno. professore uno. assistenti tre. ricercatori cinque. [rendo l'idea?]

oppure azzerare le spese per dottorati inutilissimi.

ma perché nella fuga di cervelli non scappano mai quelli di Lettere?!!?!?! ;-)

adesso bisogna risparmiare.

poi riformare meritocraticamente.

che la cultura sia business, poi, è legge antica: da Mecenate ai Papi fino ad arrivare ai giorni nostri.

il problema è che l'Italia non fa più cultura. ma spende in cultura.

non si tratta di mercificazione degli intelletti e dei loro prodotti, quindi. il punto è: sono prodotti competitivi, a livello globale?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro artMobbing,<br />
visto che sei entrato in dettagli di bilancio, affrontando soltanto di striscio la catastrofe culturale causata dalla sinistra - quella dell&#8217;omologazione delle coscienze - essere antifa&#8217; è un dovere costituzionale, per capirci - rispondo proprio sul fronte dell&#8217;ottimizzazione degli sprechi.</p>
<p>il sistema universitario italiano brucia soldi inutili. in molti settori.</p>
<p>quello che sta facendo questo governo è cercare di eliminare spese tipo i soldi per tenere in vita il &#8220;corso di autocoscienza antropologica sull&#8217;importanza del linguaggio mimico nelle civiltà africane&#8221;: studenti uno. professore uno. assistenti tre. ricercatori cinque. [rendo l'idea?]</p>
<p>oppure azzerare le spese per dottorati inutilissimi.</p>
<p>ma perché nella fuga di cervelli non scappano mai quelli di Lettere?!!?!?! <img src='http://www.internettuale.net/cms/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>adesso bisogna risparmiare.</p>
<p>poi riformare meritocraticamente.</p>
<p>che la cultura sia business, poi, è legge antica: da Mecenate ai Papi fino ad arrivare ai giorni nostri.</p>
<p>il problema è che l&#8217;Italia non fa più cultura. ma spende in cultura.</p>
<p>non si tratta di mercificazione degli intelletti e dei loro prodotti, quindi. il punto è: sono prodotti competitivi, a livello globale?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su I compagni e la scuola di artMobbing</title>
		<link>http://www.internettuale.net/2009/06/15/i-compagni-e-la-scuola/#comment-102</link>
		<dc:creator>artMobbing</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 15:51:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.internettuale.net/?p=280#comment-102</guid>
		<description>Un paese ha la classe politica che meglio lo rappresenta.
E quanto a “comunicazione SMS”, la nostra politica rappresenta benissimo un paese in cui la diffusione dei cellulari è la più alta d'Europa.
Basta guardare la triste sfilata di dichiarazioni politiche che popola ogni sera i nostri teleschermi (per fortuna ridotti di due canali fino a nuovo apparecchio).
I politici - in160carattericiascunodiparcondicio - ci spiegano l'Iran, Bush, la Mafia, la Riforma Economica, la Velina, la Mortadella, l’UE, l'Esercito, le Puttane e la Teologia.
Ed è un miracolo, perché tutto questo parlare ha perso forma e contenuto, ma persiste, nell’etere, come una purga quotidiana.
Si propaga come melma verde a condire le nostre insalate.
I cervelli già friggono a qualche centimetro dall'antenna. (Ed è un miracolo pure che per questa frittura di fegatelli gustocervello gli italiani siano – in barba a qualsivoglia legge del libero mercato - quelli a pagare di più in Europa... ma questa è altra storia).

Da diversi anni stiamo assistendo allo smantellamento programmato della scuola e delle università pubbliche.
E attenzione, per l'università il termine smantellamento è quanto mai esatto perché quella italiana, forniva una preparazione unica in Europa, in cui l'applicazione delle conoscenze - lo spirito tecnico-applicativo da cui sono affetti gli atenei nordeuropei - era sacrificata a favore dell'approfondimento umanistico a tutto campo. Ovvero, in favore di una conoscenza critica reale. 
Capacità di discernimento più che meccanica applicazione.

Semmai all’epoca i problemi erano la mancanza cronica di fondi per la ricerca e per la collocazione dei giovani cervelli. 
Insomma, erano gli stessi di oggi.
Ma venne Berlinguer e fece la sua riforma. La sostanza, passando per il lento RIMACINAMENTO dei governi che si sono succeduti da allora, è che semplicemente l'università è maggiormente schiava degli interessi delle aziende e delle direzioni del mercato.
Il sapere è una merce da presentare, offrire, vendere, pubblicizzare.

La forma mentis della crema del paese, dell'università, diventa un ritornello pubblicitario.
Lo vuole la politica, che si specchia nel paese e a cui lo ha chiesto l’economia globale, malata della sua crisi emorroidale di capitali. 
Ed è il circolo vizioso dell'ignoranza che alimenta le nostre conversazioni ed i nostri consumi. 
L'università al chiodo del marketing, sempre meno per la conoscenza.
Per giunta questo affossamento della conoscenza pura non ci ha dato più lavoro di prima.
Ignoranza e precariato.

Ma è un processo globale, che non riguarda solo l'Italia. E' la conseguenza della vittoria di un “way of life” cui fa comodo che le conoscenze siano imbrigliate nella matassa della mercificazione.
L'arte non è che design. 
La politica non è che tivvù spazzatura.
Mike Buongiorno, primo analfabeta d'Italia, muore adorato come un animale mitologico, mezzo uomo e mezzo messaggio promozionale. 
Commozione del pubblico.
Se pensate che il problema della rialfabetizzazione sia prioritario per la sinistra, in quanto sostanza della lotta alla televisualizzazione o teletivvutizzazione o telelevisionità (cioè in quanto lotta al berlusconismo) siete più ottimisti di me, che mi limito a considerare che nello showbiz degli analfabeti, delle defilippiche e dei paccotti, la sinistra ci sta comoda, comodissima.
Tanto comoda da mercanteggiare il presenzialismo mediatico nei reality show per difesa "di genere" e crociata politica.
Se non è cultura questa…

Io spero solo di annegare nella stessa idiozia. 
Perché non c’è scampo. 
Perché scegliamo i partiti, tutti i partiti, come se fossero sullo scaffale di un supermercato.
E tutto sommato non si può negare che questa sia la 

                                                                                    libertà</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un paese ha la classe politica che meglio lo rappresenta.<br />
E quanto a “comunicazione SMS”, la nostra politica rappresenta benissimo un paese in cui la diffusione dei cellulari è la più alta d&#8217;Europa.<br />
Basta guardare la triste sfilata di dichiarazioni politiche che popola ogni sera i nostri teleschermi (per fortuna ridotti di due canali fino a nuovo apparecchio).<br />
I politici - in160carattericiascunodiparcondicio - ci spiegano l&#8217;Iran, Bush, la Mafia, la Riforma Economica, la Velina, la Mortadella, l’UE, l&#8217;Esercito, le Puttane e la Teologia.<br />
Ed è un miracolo, perché tutto questo parlare ha perso forma e contenuto, ma persiste, nell’etere, come una purga quotidiana.<br />
Si propaga come melma verde a condire le nostre insalate.<br />
I cervelli già friggono a qualche centimetro dall&#8217;antenna. (Ed è un miracolo pure che per questa frittura di fegatelli gustocervello gli italiani siano – in barba a qualsivoglia legge del libero mercato - quelli a pagare di più in Europa&#8230; ma questa è altra storia).</p>
<p>Da diversi anni stiamo assistendo allo smantellamento programmato della scuola e delle università pubbliche.<br />
E attenzione, per l&#8217;università il termine smantellamento è quanto mai esatto perché quella italiana, forniva una preparazione unica in Europa, in cui l&#8217;applicazione delle conoscenze - lo spirito tecnico-applicativo da cui sono affetti gli atenei nordeuropei - era sacrificata a favore dell&#8217;approfondimento umanistico a tutto campo. Ovvero, in favore di una conoscenza critica reale.<br />
Capacità di discernimento più che meccanica applicazione.</p>
<p>Semmai all’epoca i problemi erano la mancanza cronica di fondi per la ricerca e per la collocazione dei giovani cervelli.<br />
Insomma, erano gli stessi di oggi.<br />
Ma venne Berlinguer e fece la sua riforma. La sostanza, passando per il lento RIMACINAMENTO dei governi che si sono succeduti da allora, è che semplicemente l&#8217;università è maggiormente schiava degli interessi delle aziende e delle direzioni del mercato.<br />
Il sapere è una merce da presentare, offrire, vendere, pubblicizzare.</p>
<p>La forma mentis della crema del paese, dell&#8217;università, diventa un ritornello pubblicitario.<br />
Lo vuole la politica, che si specchia nel paese e a cui lo ha chiesto l’economia globale, malata della sua crisi emorroidale di capitali.<br />
Ed è il circolo vizioso dell&#8217;ignoranza che alimenta le nostre conversazioni ed i nostri consumi.<br />
L&#8217;università al chiodo del marketing, sempre meno per la conoscenza.<br />
Per giunta questo affossamento della conoscenza pura non ci ha dato più lavoro di prima.<br />
Ignoranza e precariato.</p>
<p>Ma è un processo globale, che non riguarda solo l&#8217;Italia. E&#8217; la conseguenza della vittoria di un “way of life” cui fa comodo che le conoscenze siano imbrigliate nella matassa della mercificazione.<br />
L&#8217;arte non è che design.<br />
La politica non è che tivvù spazzatura.<br />
Mike Buongiorno, primo analfabeta d&#8217;Italia, muore adorato come un animale mitologico, mezzo uomo e mezzo messaggio promozionale.<br />
Commozione del pubblico.<br />
Se pensate che il problema della rialfabetizzazione sia prioritario per la sinistra, in quanto sostanza della lotta alla televisualizzazione o teletivvutizzazione o telelevisionità (cioè in quanto lotta al berlusconismo) siete più ottimisti di me, che mi limito a considerare che nello showbiz degli analfabeti, delle defilippiche e dei paccotti, la sinistra ci sta comoda, comodissima.<br />
Tanto comoda da mercanteggiare il presenzialismo mediatico nei reality show per difesa &#8220;di genere&#8221; e crociata politica.<br />
Se non è cultura questa…</p>
<p>Io spero solo di annegare nella stessa idiozia.<br />
Perché non c’è scampo.<br />
Perché scegliamo i partiti, tutti i partiti, come se fossero sullo scaffale di un supermercato.<br />
E tutto sommato non si può negare che questa sia la </p>
<p>                                                                                    libertà</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su I compagni e la scuola di Iosonostile</title>
		<link>http://www.internettuale.net/2009/06/15/i-compagni-e-la-scuola/#comment-101</link>
		<dc:creator>Iosonostile</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 10:47:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.internettuale.net/?p=280#comment-101</guid>
		<description>Ciao Alessandro, nella prima parte del tuo commento non è ben chiaro se stai criticando l'autore del pezzo oppure se ti riconosci nella sua analisi...

circa la sinistra, di fatto ancora ha in mano gran parte di cultura spettacolo e stampa. e per riformare la scuola secondo principi meritocratici ci vorrà un bel po' di tempo, proprio perché per decenni l'istruzione pubblica è servita da un lato per "parcheggiare" incompetenti tesserati e dall'altro per usare questi illuminati cittadini di sinistra in chiave antigovernativa con scioperi manifestazioni boicottaggi ecc ecc. proprio ieri in una scuola romana con orgoglio il preside ha detto che il suo istituto non ha osservato il minuto di silenzio per i caduti in Afghanistan.
quindi, come vedi, troppo ancora ci vuole per sistemare i danni compiuti dalla mentalità post-illuminista del "tutto mi è dovuto ma non ho alcun dovere".

un'ultima cosa: come hai conosciuto questo sito?
per caso tramite Facebook?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Alessandro, nella prima parte del tuo commento non è ben chiaro se stai criticando l&#8217;autore del pezzo oppure se ti riconosci nella sua analisi&#8230;</p>
<p>circa la sinistra, di fatto ancora ha in mano gran parte di cultura spettacolo e stampa. e per riformare la scuola secondo principi meritocratici ci vorrà un bel po&#8217; di tempo, proprio perché per decenni l&#8217;istruzione pubblica è servita da un lato per &#8220;parcheggiare&#8221; incompetenti tesserati e dall&#8217;altro per usare questi illuminati cittadini di sinistra in chiave antigovernativa con scioperi manifestazioni boicottaggi ecc ecc. proprio ieri in una scuola romana con orgoglio il preside ha detto che il suo istituto non ha osservato il minuto di silenzio per i caduti in Afghanistan.<br />
quindi, come vedi, troppo ancora ci vuole per sistemare i danni compiuti dalla mentalità post-illuminista del &#8220;tutto mi è dovuto ma non ho alcun dovere&#8221;.</p>
<p>un&#8217;ultima cosa: come hai conosciuto questo sito?<br />
per caso tramite Facebook?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su I compagni e la scuola di ALEXBLU</title>
		<link>http://www.internettuale.net/2009/06/15/i-compagni-e-la-scuola/#comment-100</link>
		<dc:creator>ALEXBLU</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 10:02:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.internettuale.net/?p=280#comment-100</guid>
		<description>Buongiorno, a tutti sono un nuovo utente..
Trovo spesso la stessa vena nelle riflessioni di coloro che sebbene colti più di me, sebbene più"vissuti" di me, sebbene più ben disponibili nel trovare una strada nuova...continuino a riprendere i vecchi sentieri...con toni polemici travestiti da  riflessioni storiche.

riprendendo le parole dell'autore... 

"La presunzione della sinistra “diversa e migliore” di montare in cattedra e insegnare si è tradotta in un’autocelebrazione di una superiorità che nessuno riconosce più. E la colpa non è delle trasmissioni sceme della televisione. "

E' questo atteggiamento che ha trasformato la sinistra in palude partitocratica di acque ristagnanti che offrono zanzare e immobilità.

inutile girare intorno alla TV alle trasmissioni sceme alla superficialità dei giovani..

in questi 30-40 anni la sinistra ha fatto della scuola..il suo covo, presuntuosa ed arrogante ha disonorato la bandiera, la nazione, lo stato, ha promosso asini ignoranti e demotivati.

Non ha fatto nulla di concreto per i lavoratori, oggi un ragazzo giovane laureato...trova da lavorare se fortunato.. per stessi soldi di una signora delle pulizie a nero, un over 35enne agli stessi soldi di uno di 25 anni un over 40enne assolutamente emarginato...

Che hanno prodotto i compagni di sinistra?

Alla fine alla gente interessa l'inevitabile tangibilità economica con cui deve confrontarsi ogni giorno quando si paga la spesa per mangiare e le bollette. 

I COMPAGNI...?  quelli degli anni "60 e "70... quelli erano compagni??
ha fatto solo danno la loro interferenza nel sociale, l'attuale innegabile ed evidente condizione di ogni categoria di lavoratori lo dimostra 

meno pippe intellettuali da solotto piccolo borghese degli anni venti ed un bel paio d'occhiali nuovi, meglio vedere la situazione di oggi e guardare al domani.
I compagni di ieri... la cosa peggiore che un dopoguerra potesse lasciare sul suolo italiano. L' italiano non è comunista, non è fascista è uno che ancora oggi arranca per sopravvivere

Alessandro volpe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno, a tutti sono un nuovo utente..<br />
Trovo spesso la stessa vena nelle riflessioni di coloro che sebbene colti più di me, sebbene più&#8221;vissuti&#8221; di me, sebbene più ben disponibili nel trovare una strada nuova&#8230;continuino a riprendere i vecchi sentieri&#8230;con toni polemici travestiti da  riflessioni storiche.</p>
<p>riprendendo le parole dell&#8217;autore&#8230; </p>
<p>&#8220;La presunzione della sinistra “diversa e migliore” di montare in cattedra e insegnare si è tradotta in un’autocelebrazione di una superiorità che nessuno riconosce più. E la colpa non è delle trasmissioni sceme della televisione. &#8221;</p>
<p>E&#8217; questo atteggiamento che ha trasformato la sinistra in palude partitocratica di acque ristagnanti che offrono zanzare e immobilità.</p>
<p>inutile girare intorno alla TV alle trasmissioni sceme alla superficialità dei giovani..</p>
<p>in questi 30-40 anni la sinistra ha fatto della scuola..il suo covo, presuntuosa ed arrogante ha disonorato la bandiera, la nazione, lo stato, ha promosso asini ignoranti e demotivati.</p>
<p>Non ha fatto nulla di concreto per i lavoratori, oggi un ragazzo giovane laureato&#8230;trova da lavorare se fortunato.. per stessi soldi di una signora delle pulizie a nero, un over 35enne agli stessi soldi di uno di 25 anni un over 40enne assolutamente emarginato&#8230;</p>
<p>Che hanno prodotto i compagni di sinistra?</p>
<p>Alla fine alla gente interessa l&#8217;inevitabile tangibilità economica con cui deve confrontarsi ogni giorno quando si paga la spesa per mangiare e le bollette. </p>
<p>I COMPAGNI&#8230;?  quelli degli anni &#8220;60 e &#8220;70&#8230; quelli erano compagni??<br />
ha fatto solo danno la loro interferenza nel sociale, l&#8217;attuale innegabile ed evidente condizione di ogni categoria di lavoratori lo dimostra </p>
<p>meno pippe intellettuali da solotto piccolo borghese degli anni venti ed un bel paio d&#8217;occhiali nuovi, meglio vedere la situazione di oggi e guardare al domani.<br />
I compagni di ieri&#8230; la cosa peggiore che un dopoguerra potesse lasciare sul suolo italiano. L&#8217; italiano non è comunista, non è fascista è uno che ancora oggi arranca per sopravvivere</p>
<p>Alessandro volpe</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su In morte di Giano Accame di achille biele</title>
		<link>http://www.internettuale.net/2009/04/16/in-morte-di-giano-accame/#comment-99</link>
		<dc:creator>achille biele</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 13:29:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.internettuale.net/?p=265#comment-99</guid>
		<description>Giano Accame si è voluto presentare al suo ultimo appuntamento pubblico in camicia nera ed avvolto nella bandiera della repubblica sociale. Evidentemente quel "fascismo immenso e rosso" di cui sempre parlava non era retorica, lo aveva davvero nel cuore. Questo gli fa onore.
Però, chissà quanti imbarazzi avrà suscitato la sua uscita di scena in coloro che, sindaco Alemanno in testa, sono stati costretti a presenziare ad un rituale saluto che sanno non appartenere più a loro. Tanto ipocriti in vita costoro, quanto Accame è stato coerente nella morte.
Ribadisco di non condividere affatto tutte le posizioni politiche di Giano Accame. Però, non posso restare insensibile di fronte alla sua coerenza e sperare, se davvero esiste un paradiso dei combattenti, di ritrovarlo un giorno per un chiarimento tutto nostro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giano Accame si è voluto presentare al suo ultimo appuntamento pubblico in camicia nera ed avvolto nella bandiera della repubblica sociale. Evidentemente quel &#8220;fascismo immenso e rosso&#8221; di cui sempre parlava non era retorica, lo aveva davvero nel cuore. Questo gli fa onore.<br />
Però, chissà quanti imbarazzi avrà suscitato la sua uscita di scena in coloro che, sindaco Alemanno in testa, sono stati costretti a presenziare ad un rituale saluto che sanno non appartenere più a loro. Tanto ipocriti in vita costoro, quanto Accame è stato coerente nella morte.<br />
Ribadisco di non condividere affatto tutte le posizioni politiche di Giano Accame. Però, non posso restare insensibile di fronte alla sua coerenza e sperare, se davvero esiste un paradiso dei combattenti, di ritrovarlo un giorno per un chiarimento tutto nostro.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su In morte di Giano Accame di achille biele</title>
		<link>http://www.internettuale.net/2009/04/16/in-morte-di-giano-accame/#comment-98</link>
		<dc:creator>achille biele</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 19:46:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.internettuale.net/?p=265#comment-98</guid>
		<description>Di Giano Accame erano più le cose che non condividevo che quelle che che ci univano, sebbene quest'ultime generavano una coinvolgente voglia di ridisegnare percorsi comuni.
D'altra parte io sono cresciuto, negli anni sessanta, leggendo Il Borghese, dal quale mi sono controvoglia staccato (quel tipo di giornalismo mi affascinava molto!) man mano che ne scoprivo l'anima atlantista e filo israeliana.
Comunque, onore all'uomo, allo storico e al mancato compagno di battaglie che non si sono più fatte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Di Giano Accame erano più le cose che non condividevo che quelle che che ci univano, sebbene quest&#8217;ultime generavano una coinvolgente voglia di ridisegnare percorsi comuni.<br />
D&#8217;altra parte io sono cresciuto, negli anni sessanta, leggendo Il Borghese, dal quale mi sono controvoglia staccato (quel tipo di giornalismo mi affascinava molto!) man mano che ne scoprivo l&#8217;anima atlantista e filo israeliana.<br />
Comunque, onore all&#8217;uomo, allo storico e al mancato compagno di battaglie che non si sono più fatte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su In morte di Giano Accame di Adriano Scianca</title>
		<link>http://www.internettuale.net/2009/04/16/in-morte-di-giano-accame/#comment-97</link>
		<dc:creator>Adriano Scianca</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 13:33:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.internettuale.net/?p=265#comment-97</guid>
		<description>Giano...

Racconta la leggenda di un nobile francese che, aspettando il suo turno per la ghigliottina, leggeva tranquillamente Sofocle. Chiamato dal boia, piegò come nulla fosse un angolo del libro per lasciare il segno nel punto in cui era arrivato. Questo significa nobiltà. 

Ci torna in mente questo aneddoto ripensando alla mail che Giano Accame scrisse una decina di giorni fa a Casa Pound. Gli era appena stato inviato il nostro “Manifesto dell’Estremocentroalto”. Egli – che sapevamo già malato – ci rispose con il consueto entusiasmo: «E’ un'ottima base di discussione. Datemi un po' di tempo. Sentiamoci. E complimenti per la rapida crescita di Casa Pound come interlocutore di idee del 2000. Sentiamoci». 

"Datemi un po’ di tempo”… “Sentiamoci”: In punto di morte, Giano Accame guardava ancora al futuro, cercava interlocutori, si interessava al mondo, dialogava con noialtri giovinastri. Fedele ad un vecchio motto più citato che incarnato dall’ambiente neofascista, Accame aveva vissuto come se dovesse morire subito, ma fino all’ultimo aveva pensato come se non dovesse morire mai. Questo significa nobiltà. 

Accame era stato testimone dei primi passi di Casa Pound, tenendo, ad occupazione ancora fresca, una conferenza su Ezra Pound. Ed è facile credere che il documento di Casa Pound inviatogli qualche giorno fa sia stata una delle ultime cose capitategli tra le mani. Il suo rapporto con noi, quindi, non era forse frequentissimo, ma pare che gli dei giocassero per farci incontrare in nodi cruciali delle nostre esistenze, dove le alfa incontrano le omega. E ci fa piacere pensare che dall’omega della sua così nobile parabola terrena, possano sorgere – fedeli all’esempio e all’insegnamento – domani mille alfa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giano&#8230;</p>
<p>Racconta la leggenda di un nobile francese che, aspettando il suo turno per la ghigliottina, leggeva tranquillamente Sofocle. Chiamato dal boia, piegò come nulla fosse un angolo del libro per lasciare il segno nel punto in cui era arrivato. Questo significa nobiltà. </p>
<p>Ci torna in mente questo aneddoto ripensando alla mail che Giano Accame scrisse una decina di giorni fa a Casa Pound. Gli era appena stato inviato il nostro “Manifesto dell’Estremocentroalto”. Egli – che sapevamo già malato – ci rispose con il consueto entusiasmo: «E’ un&#8217;ottima base di discussione. Datemi un po&#8217; di tempo. Sentiamoci. E complimenti per la rapida crescita di Casa Pound come interlocutore di idee del 2000. Sentiamoci». </p>
<p>&#8220;Datemi un po’ di tempo”… “Sentiamoci”: In punto di morte, Giano Accame guardava ancora al futuro, cercava interlocutori, si interessava al mondo, dialogava con noialtri giovinastri. Fedele ad un vecchio motto più citato che incarnato dall’ambiente neofascista, Accame aveva vissuto come se dovesse morire subito, ma fino all’ultimo aveva pensato come se non dovesse morire mai. Questo significa nobiltà. </p>
<p>Accame era stato testimone dei primi passi di Casa Pound, tenendo, ad occupazione ancora fresca, una conferenza su Ezra Pound. Ed è facile credere che il documento di Casa Pound inviatogli qualche giorno fa sia stata una delle ultime cose capitategli tra le mani. Il suo rapporto con noi, quindi, non era forse frequentissimo, ma pare che gli dei giocassero per farci incontrare in nodi cruciali delle nostre esistenze, dove le alfa incontrano le omega. E ci fa piacere pensare che dall’omega della sua così nobile parabola terrena, possano sorgere – fedeli all’esempio e all’insegnamento – domani mille alfa.</p>
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