Gli Armeni, la Turchia, la Francia e la Storia

Ha subito una battuta d’arresto la legge francese che vieta di negare il genocidio degli Armeni ad opera, un secolo fa, della Turchia. Il Consiglio costituzionale (l’equivalente della nostra Consulta) ha annullato l’intera normativa, che, lo ricordo per i più distratti, prevedeva la reclusione fino ad un anno a carico di chi avesse osato negare l’olocausto armeno. Ricordo anche che sono convinto che ci sia stata una sistematica eliminazione della popolazione armena e che fu la lettura del romanzo di Franz Werfel “I quaranta giorni del Mussa Dagh” a indurmi ad approfondire l’argomento.
Sono decisamente contrario alle leggi che impongano “verità”, siano esse storiche, teologiche -> Continua

F-35: la sconfitta dell’Europa

Gli attivisti della “Tavola della Pace”, di “Rete Disarmo” e di “Sbilanciamoci!” sono scesi in centinaia di piazze per chiedere al governo Monti di bloccare i fondi destinati all’acquisto dei nuovi cacciabombardieri statunitensi F-35. A manifestare c’erano anche molti studenti che chiedevano di dirottare quei quattrini su Istruzione e Ricerca.
E’ stata una delle tante manifestazioni di “caccia al caccia”.
Sul sito www.disarmo.org, le tappe della mobilitazione sono state così riassunte:
«19 maggio 2009: inizia la campagna “Caccia al caccia! Diciamo NO agli F35″.
A luglio 2009 vi confluisce la “Campagna di indignazione nazionale” promossa da GrilloNEWS che ha raccolto da aprile a luglio 2009 oltre 8700 adesioni -> Continua

Se Mussolini avesse avuto Celentano…

I dadi da brodo sono un’invenzione che risale all’Ottocento. In Italia, durante il Ventennio fascista, le marche più famose erano Arrigoni e Maggi. Quand’ero ragazzino, mezzo secolo fa, mia nonna Lucia mi aveva più volte ripetuto che non aveva mai usato le «schifezze inventate per ingannare la gente». E il dado era una «schifezza, perché non è possibile che in un coso così piccolo ci sta la carne»
Un bel giorno anche a casa dei miei nonni paterni arrivò la televisione e molte cose cambiarono, soprattutto nelle abitudini alimentari. All’epoca io ero passato dalle medie al ginnasio e perciò frequentavo il liceo Tasso, a quattro -> Continua

Il genocidio degli Armeni è vero per legge

Secondo un racconto tramandato per millenni, Dio incise nella pietra una lista di azioni, alcune vietate, altre da compiere. Narra l’Antico Testamento che Mosè prese le due tavole «scritte dal dito di Dio» e scese dal monte Sinai. A valle trovò gli israeliti che danzavano felici intorno ad un idolo d’oro a forma di vitello e s’arrabbiò moltissimo. Spezzò le tavole scagliandole contro la montagna, fece a pezzi il feticcio e lo ridusse in polvere, che mescolò all’acqua che fece bere agli idolatri. Poi tornò sul Sinai e Dio incise per lui due nuove tavole.
Non c’è una descrizione delle lastre di pietra con le -> Continua

Boniver, la signora che non molla

Una sera, a cena nella casa-studio di Andrea Picini, feci una tirata (nel senso di tiritera) contro il ceto politico dominante oramai vecchio e obsoleto, che avrebbe dovuto rassegnarsi a mettersi da parte. Le domande che vengono dalla società – dicevo con una certa foga – sono in gran parte inedite e necessitano di risposte nuove. Le regole di questa democrazia parlamentare – insistevo un tantinello petulante – le abbiamo ereditate dal secolo scorso; è ora di modernizzarle e per farlo servono politici estranei alle collusioni con interessi e corporazioni d’ogni livello.

Nel Duemila tutto facile sarà

Era iniziato da poco il fatidico 2000. Quand’ero un -> Continua

Beato Karol, pensaci tu

A Roma, sul piazzale della Stazione Termini c’è un coso di metallo che, non si sa per quale motivo, deve restare lì. Non è una statua, nonostante un cartello a terra faccia riferimento al Papa Giovanni Paolo II. Non è nemmeno un artifizio simbolico, malgrado la palla rotonda con impressi i tratti di un faccione poggiante su un blocco squarciato a mo’ di granata esplosa.
Non c’è niente da fare. Quel bidone non si sposta.
A Natale, le teste d’uovo capitoline avevano convinto il sindaco Gianni Alemanno a montare con la modica spesa di 25mila euro un gigantesco cono di plastica a Piazza Venezia. Poche -> Continua

Miracolo! Niente rivoluzione

1 gennaio 2012 -> in Società
Miracolo! Niente rivoluzione

Vista da fuori l’Italia è un mistero. Me lo confermano gli amici e conoscenti che vivono all’estero. Tutti si chiedono come faccia a tirare avanti. Qualunque altro Paese nelle medesime condizioni avrebbe già dato forfait.
Provo a fare un elenco.

La magistratura non ha sufficienti aule di tribunale, mancano i cancellieri e il personale amministrativo, i giudici sono pochi e non si fanno i concorsi per farne arrivare di nuovi; in molte sedi manca perfino la carta per la fotocopiatrice. La rete telematica è una chimera; i computer non sono sufficienti. E’ un disastro su tutta la linea; ecco perché la giustizia non funziona.

Il sistema -> Continua

Quando scoppiò il pianerottolo

Festeggiare il passaggio da un anno all’altro è un rito che ritroviamo a tutte le latitudini e in tutte le epoche. Le date cambiano secondo i calendari locali, ma la consuetudine di segnare con appositi rituali la morte dell’anno vecchio e l’arrivo del nuovo è comune probabilmente all’intero genere umano.
Fin da piccolo ho imparato che verso la mezzanotte del 31 dicembre si sparano botti e tric trac per scacciare l’anno vecchio e dalla mezzanotte in poi si continua a fare fuochi per festeggiare il nuovo anno che arriva.
Uno dei miei primi ricordi è mio nonno Giovanni che dal balcone di casa a Napoli dà -> Continua

Gesù negro a Piazza di Spagna

Qui in Italia il 2011 si chiude con parecchie novità. Ne dico qualcuna; hai visto mai che a qualcuno possa interessare?
La crisi economico-finanziaria innescata dai titoli tossici americani ha investito l’area-euro; ecco alcuni fattori in gioco.
Vince la strategia statunitense (del tutto legittima, essendo la Potenza dominante) di far pagare agli altri i propri debiti. E’ una regola che prevedo dominerà i rapporti umani ancora per molto: il più forte sfrutta il più debole. Mettetela come vi pare, chiamate in causa il diritto internazionale o il chiesastico “siamo tutti fratelli”, ma la situazione dai tempi dei Faraoni non è mutata granché. Da Washington si domina -> Continua

L’antifascismo e i quaranta ladroni

Ad ogni sua manifestazione, l’antifascismo militante mi riporta alla favola di “Alì Babà e i quaranta ladroni”; ed alla formula magica che apriva la montagna su una caverna piena zeppa di tesori. Bastava dire “Apriti Sesamo!” e la roccia si spalancava su gioielli scintillanti di gemme e di oro.
L’antifascismo è un incantesimo più sofisticato, usato nei più diversi scenari da ladroni (e anche da qualche Alì Babà) che a volte le spianano, le montagne. Al di là di qualunque abracadabra, l’antifascista ha in mano un passepartout, una chiave buona per tutte le porte, che usa nella certezza di non essere mai accusato di -> Continua

Merkel-Monti, al potere senza fantasia

Prima era Berlusconi Silvio, in arte presidente del Consiglio, che drizzava lo spread, tirava giù la borsa e disonorava l’euro. Già colpevole delle nefandezze le più diverse, il Cavaliere non poteva più pretendere di stare in sella a dispetto dei liberi (cosiddetti) mercati, dei poliziotti senza benzina per le pantere, dei pensionati costretti a rovistare nei cassonetti, dei giovani depredati del futuro, dei professori umiliati, delle donne offese, degli operai licenziati, degli industriali senza più fido in banca, delle banche senza liquidità… insomma, a dispetto di tutti. Perfino dei preti, il che è tutto dire.
Oggi la colpa è della cancelliera Angela Merkel e della -> Continua

I bidoni americani e le gobbe artificiali

Lo zainetto fa parte dell’abbigliamento. Quand’ero ragazzo e a Salerno incrociavo giovanotti e giovanotte che viaggiavano per l’Italia zaino in spalla, mi fermavo a guardarli incuriosito e invidioso. Quegli stranieri – di solito tedeschi – erano la libertà assoluta. Avevano sulla schiena la loro casa e tutto ciò che serviva. Le persone anziane li guardavano sorridendo ma con una punta di disprezzo. Le ragazze le classificavano fra le poco di buono. Chi volete che sia una che se ne va in giro dormendo in promiscuità sotto una tenda? Una così non è proprio una puttana, ma è senz’altro zoccola. Io le guardavo provando un -> Continua

Il governo Monti, la folla e le Gemonie

Il professor Mario Monti, che il presidente della Repubblica ha fatto in un battibaleno senatore a vita per dargli più forza, ha messo insieme un governo con il compito di risanare l’Italia. I partiti dovranno votare sì ai decreti ed ai provvedimenti che l’uomo della provvidenza bancaria in collegamento con un altro professore (Mario Draghi, oggi al vertice della Bce), varerà per soddisfare le richieste dei mercati cosiddetti liberi. L’Italia ha bisogno, con c’è dubbio, di una smazzata seria. Troppe incrostazioni ne bloccano i meccanismi, ma questa resa della politica al potere tecnocratico lascerà macerie che ci vorranno decenni a togliere di mezzo. La -> Continua

Le signore odiatrici di Berlusconi

Susanna Camusso, sindacalista di lungo corso, segretario della Cgil, il sindacato che per mezzo secolo ha avuto il Pci come azionista di riferimento, ha detto a “Ballarò” che a costringere Silvio Berlusconi alle dimissioni sono state le proteste, le manifestazioni, i cortei della gente che non ce la faceva più. Non sono stati, dunque, i mercati (cosiddetti liberi) che hanno convinto il Cavaliere a mollare, ma è stata la protesta popolare.

La signora Camusso fa bene a insistere sulla volontà popolare. E’ una prassi per niente originale ma di grande efficacia. E’ noto, per esempio, che furono gli Alleati (cosiddetti anch’essi) a sconfiggere il -> Continua

Berlusconi a casa: Deus vult

I primi a capire che per Berlusconi l’incontro sarebbe presto finito con un ko tecnico sono stati i preti. La loro conoscenza dell’animo umano si è raffinata nel corso dei secoli: molto probabilmente nemmeno un lama tibetano è mai sceso nelle profondità dell’uomo allo stesso loro livello.
Finché a prendere a cazzotti Berlusconi erano stati i magistrati, le opposizioni in Parlamento (pur con acerrimi nemici come Casini e Fini), i comici in tv, i giornali-partito, qualche sindacato e un disordinato stuolo di associazioni più o meno libere e indipendenti, i preti si sono limitati ad aspettare il prossimo round curiosi di vedere come il vecchio -> Continua